lunedì 15 settembre 2014

Concorso Vice Sovrintendente: riaprire i termini di presentazione delle domande.

Concorso Vice Sovrintendente: lettera aperta al Capo della Polizia per riaprire i termini di presentazione delle domande.

Circa seimila colleghi, come denunciato da tempo dalla Consap, sono stati esclusi dal concorso per meri errori di compilazione, avendo, in buona sostanza e nella maggior parte dei casi, compilato un campo diverso e non relativo al concorso al quale avevano intenzione partecipare.
Del tutto analoga problematica riguarda i moltissimi colleghi che non sono stati in grado di inviare in  tempo utile il modulo contenente l’indicazione dei titoli posseduti, che si vedranno quindi irrimediabilmente penalizzati.Per tali motivi la Consap unitamente ai sindacati del cartello (tranne il sap) ha inviato una lettera aperta al Capo della Polizia per invitarlo a valutare la opportunità di predisporre ed emanare uno specifico provvedimento di riapertura, per tutti i concorrenti, dei termini di presentazione delle domande, onde consentire la partecipazione al concorso di tutti i colleghi che effettivamente si trovano nelle condizioni previste dal bando e che oggi si vedono esclusi per meri errori materiali.


Consap risponde a Renzi “non è “indecoroso”rivendicare i diritti del personale”

Protesta comparto sicurezza: Consap risponde a Renzi “non è “indecoroso”rivendicare i diritti del personale”

“Inaccettabili i toni del Presidente del Consiglio verso le Forze di Polizia” . Quell’ “indecorosi” di Matteo Renzi, ai sindacalisti del comparto sicurezza non è proprio andato giù alla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, tanto che oggi ne hanno chiesto chiarimenti all’onorevole Emanuele Fiano responsabile della scurezza del PD.
Quello con l’esponente del Pd – spiega la Consap – e stato il primo di due incontri odierni che i sindacati di polizia ed i Cocer hanno avuto oggi con le forze politiche, l’altro è stato quello con l’opposizione di Forza Italia con il Capogruppo Paolo Romani e Il Vice Presidente del Senato Maurizio Gasparri.
“Abbiamo ribadito all’esponente della maggioranza che il comparto sicurezza resta unito nel rivendicare lo sblocco strutturale del tetto salariale per il 1 gennaio 2015 – ha detto Giorgio Innocenzi – che da parte sua ci ha detto di aver programmato l’incontro proprio su richiesta del Presidente del Consiglio e che quindi esiste la volontà di trovare soluzioni”.
Durante l’incontro in Senato con il Pdl è stato richiesto, dai Cocer dei carabinieri, anche un incontro con il presidente Berlusconi e la Consap non si sottrarrà al confronto.
“E’ importante però – continua Innocenzi – che l’incontro con Berlusconi non sia interlocutorio e che qualora ci sia condivisione sulle nostre legittime rivendicazioni ed il Governo reiteri il blocco, si abbia il coraggio di minacciare un atto forte di eventuale presa di distanza dall’esecutivo, come la rottura dell’intesa sulle riforme”.

Sblocco tetto salariale: sindacati e cocer convocati da Berlusconi, Grillo, Meloni e Mauro per scongiurare lo sciopero.

Sblocco tetto salariale: sindacati e cocer convocati da Berlusconi, Grillo, Meloni e Mauro per scongiurare lo sciopero.

La prossima settimana sarà decisiva per la risoluzione della vertenza per lo sblocco del tetto salariale. Tutti i partiti con relativi big si sono attivati per scongiurare lo sciopero indetto dalla Consap e dalla stragrande maggioranza dei sindacati e dei rappresentanti delle forze di Polizia. Non preoccupano, infatti, le piccole iniziative del 23 e 24 ma bensì la grande e unitaria mobilitazione che sarà messa in campo dalle rappresentanze del comparto sicurezza e difesa, in caso di mancata risoluzione della vertenza. La Consap e tutti gli altri cominceranno martedì mattina il giro di consultazioni con i popolari di Mauro Mauro, nel pomeriggio incontreranno i 5 stelle e Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Mercoledi pomeriggio tutti a Palazzo Grazioli ad incontrare Berlusconi. A questo punto manca solo Renzi. Nel frattempo i tecnici del ministero della Difesa e dell’Interno si stanno affannando per trovare le coperture finanziarie necessarie a sbloccare gli stipendi. La nostra rivendicazione è chiara e precisa: sblocco strutturale del tetto salariale a decorrere dal 1° gennaio 2015. non accetteremo ness'altra ipotesi di mediazione al ribasso.

Alfano: Blocco stipendi forze di polizia sarà risolto. Consap: bene, ora aspettiamo convocazione dal Governo.

Noi abbiamo già assunto la decisione e la decisione è presa. Il problema dello sblocco stipendiale delle forze dell'ordine sarà risolto. Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano intervenendo alla festa dell'UDC a Chianciano Terme. Ora noi dobbiamo individuare lo strumento tecnico e il veicolo di legge più veloce per risolverlo. Immediata la risposta dei sindacati di polizia. Bene - scrivono in una nota - aver trovato soluzione politica positiva che, nello sbloccare il tetto salariale per i Comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico per la loro specificità, riconosce anche l'impegno ma soprattutto la serietà e la responsabilità dei sindacati e delle rappresentanze militari del cartello unitario in rappresentanza del 95% del personale di questi comparti. Attendiamo una convocazione al più presto -prosegue la nota- da parte del governo come assicurato dal presidente Renzi per un confronto che sancisca lo strumento legislativo più veloce ed idoneo, come anticipato dal ministro Alfano.

Comparto sicurezza: si cerca di sbloccare il nodo salari

Comparto sicurezza: si cerca di sbloccare il nodo salari

Intervista al Segretario generale del Sindacato di Polizia (Consap) Giorgio Innocenzi.

La situazione della protesta del comparto sicurezza è in costante evoluzione abbiamo fatto il punto della situazione con il sindacato di Polizia Consap dopo l’ennesima giornata d’incontri: “Dopo la riunione del comparto sicurezza di martedi – ci spiega il Segretario Generale Giorgio Innocenzi – che si era conclusa con una posizione comune con richiesta al Governo dello sblocco strutturale del tetto salariale per il primo gennaio 2015, abbiamo incontrato in stretta successione il responsabile della sicurezza del Pd Emanuele Fiano e il gruppo di Forza Italia al Senato.

L’esponente del Pd ha sottolineato la volontà di dialogo del Governo, affermando che ha voluto incontrarci su sollecitazione del premier Renzi quindi registriamo questa apertura; anche l’opposizione di Forza Italia ha dato disponibilità accogliendo la richiesta del Cocer Carabinieri di incontrare il presidente Berlusconi. La Consap-puntualizza Innocenzi- non si sottrae al dialogo, ma ritiene che l’opposizione debba impegnarsi concretamente fino ad arrivare, se necessario, a mettere a rischio l’intesa sulle riforme se le richieste dei sindacati del comparto sicurezza non saranno accolte”. Ma su questo ed altri punti abbiamo sollecitato Il Segretario Innocenzi.

<< Segretario, purtroppo, nelle ultime settimane non abbiamo potuto non notare come le tensioni tra gli appartenenti alle forze di sicurezza, sono più che cresciute. Si parla di contenimento della spesa. Ma a pagare sembrerebbe essere sempre ‘pantalone’

 Nel 2010 data del primo blocco contrattuale della Pubblica Amministrazione con l’introduzione del tetto salariale, ci avevano parlato di una misura d’emergenza e temporanea per dare una boccata d’ossigeno alle asfittiche casse dello Stato, a distanza di quattro anni nulla è cambiato non solo nei sacrifici imposti alla categoria ma anche in tema di sprechi, basta pensare che l’Amministrazione dell’Interno si appresta a ristrutturare una palazzina al centro di Roma, con stanziamento di sei milioni di euro per un potente che ne vuole farne la sua nuova abitazione con ufficio di rappresentanza. Queste sono le cose che ci fanno indignare come sindacalisti; e allora ci chiediamo ma il Governo queste cose le sa? Fa finta di non vederle? Qui prodest. Non credo che altre sigle avranno lo stesso coraggio della Consap nel denunciare queste cose, ma è già tanto essere riusciti a spuntare un comunicato congiunto.


L’annuncio di uno sciopero così massiccio da parte delle Forze dell’Ordine non si era mai sentito. Quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

Viste le reazioni possiamo dire che è stato una decisione sofferta ma inevitabile, finalmente nell’agenda di governo il problema della sicurezza sembra essere balzato ai primi posti. L’allarme arriva dalla base e cosi anche chi, per vari motivi, aveva sempre abbassato i toni ha uniformarsi alla linea degli autonomi, un’area che oggi dopo le scalate politiche e quindi lo schieramento partitico di alcuni capi del sindacato ex autonomo adesso siamo solo noi a rappresentare. L’annuncio dello sciopero delle forze di polizia contro il blocco degli stipendi è stato quindi il modo per richiamare l’attenzione del governo sul tema della sicurezza che per anni è stato disatteso dai governi di destra, centro e sinistra che si sono alternati alla guida del Paese. Esso è scaturito dopo un lungo confronto con tutti i leader dei sindacati delle cinque forze di polizia ad ordinamento civile ed i Comitati Centrali di rappresentanza delle forze militari, ma in guardia perché c’è ancora fra di noi chi ha paura a pronunciare la parola sciopero. Da anni siamo gli unici nel panorama sindacale delle Forze di Polizia a chiedere che ai poliziotti sia consentito lo sciopero regolamentato come avviene in altre professioni di utilità pubblica. Inoltre noi viviamo il paradosso che se agli operatori è precluso lo sciopero così non è per i prefetti, quindi anche il Capo della Polizia volendo può scioperare. In questa fase di scontro possiamo solo dire che se i parlamenti che si sono succeduti ci avessero concesso questa strumento, adesso tutto sarebbe meno traumatico e noi potremmo scioperare senza creare disservizi ai cittadini e senza rischiare sanzioni o penalizzazioni sempre possibili.


Segretario Innocenzi c’è da registrare, malgrado tutto, una disponibilità del Presidente del Consiglio Renzi, che, con ogni probabilità, tutto ha in mente meno che una frattura con i lavoratori del comparto della sicurezza e delle forze armate.
Matteo Renzi si è detto disponibile ad un incontro, ma “non ai ricatti“. Ebbene sono anni che le forze di polizia e i poliziotti subiscono tagli e mortificazioni. Siamo pronti a scioperare non per chiedere un aumento dello stipendio, ma per ottenere lo sblocco del tetto salariale, ossia il trattamento economico connesso all’anzianità maturata e alla qualifica ricoperta, che da quattro anni ci viene negato, senza recupero. Vorremmo che fosse chiaro che al mutare della qualifica corrispondono funzioni, oneri e responsabilità progressivamente maggiori e più ampie, particolarmente pregnanti dato il lavoro che svolgiamo. Il Presidente del Consiglio rispetti dunque l’impegno assunto nel Def (il Documento di economia e finanza) in cui si sostiene che si sarebbero attuati i contratti. Inoltre rispedisco al mittente l’accusa di insensibilità verso i disoccupati, noi non siamo “stipendiati che chiedono di più?, ma servitori dello Stato che con poco più di mille euro al mese sono ormai diventati dei “nuovi poveri” che rischiano la vita ogni giorno. Quanto al Ministro dell’Interno è di tutta evidenza che appaia più interessato alla sopravvivenza del suo nuovo partito che ha un confronto duro con il  Capo del Governo, ci chiede di abbassare i toni, ma i toni si sono alzati dopo che lui stesso in vari incontri ci aveva detto di volersi impegnare, senza alcun risultato concreto.

 In caso di mancata intesa col Governo, potrete garantire comunque un minimo di servizio di sicurezza per i cittadini ?
La data è ancora da definire indicativamente possiamo dire fine mese anche se non possiamo certo sottrarci alla richiesta di incontro del Presidente del Consiglio qualora venisse formalizzata e calendarizzato. Per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini, noi abbiamo scelto di lavorare per lo Stato quindi al servizio dei cittadini che sono i nostri primi referenti, anche loro vittime e non colpevoli dell’indecisionismo della classe politica: ma è innegabile con questa minaccia di sciopero ci siamo incamminati su una strada mai battuta e le ripercussioni potrebbero essere minime ma anche pesanti per la sicurezza pubblica.
Quello che è deludente è che sembra che le risorse alla sicurezza debbano andare solo a rimpinguare le tasche delle divise, così non è in Italia esiste un diffuso allarme per il calo della sicurezza, che badate non sono le statistiche di certe questure peraltro precluse agli organi d’informazione ed ai sindacati, la sfiducia dei cittadini traspare anche dal vertiginoso calo delle denunce e da certi presunti risparmi che si fanno chiudendo i commissariati la notte, a Roma ne chiuderanno ben 26 o sopprimendo oltre 360 sedi di Polizia in tutta Italia…o magari come è successo non riuscire ad utilizzare le risorse per le coperture assicurative ai poliziotti in attività d’istituto perche il Ministero in cinque anni non è riuscito a predisporre un bando degno di questo nome. >>
Fonte: jobsnews.it

martedì 9 settembre 2014

Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, attendiamo convocazione Renzi

Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, attendiamo convocazione Renzi

All'esito dell’assemblea plenaria di questo pomeriggio, unanimemente e responsabilmente le Organizzazioni sindacali delle Forze di Polizia (Polizia di Stato, Penitenziari e Forestali), dei Vigili del Fuoco e dei Cocer delle Forze Armate – Esercito, Aeronautica, Marina (ivi compreso il personale delle Capitanerie di Porto), dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza prendono atto della volontà espressa dal Presidente del Consiglio di pervenire ad una soluzione delle rivendicazioni avanzate circa lo sblocco del tetto salariale in modo strutturale dal 1° gennaio 2015, istanze legate strettamente alla specificità dei comparti e riconosciute fondate e legittime dallo stesso Governo.
Ciò premesso:
·      mantengono ferma la mobilitazione annunciata con i precedenti comunicati;
·      si astengono nell'interesse del Paese e dei propri rappresentati, dall'indire manifestazioni nazionali in attesa della convocazione preannunciata da parte del Presidente del Consiglio;
·      disconoscono, in tale ambito, qualsiasi altra iniziativa, comunicazione o forma di protesta indetta da soggetti diversi dalle sottoscritte sigle Sindacali e  Rappresentanze militari dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico.

Roma 9 settembre 2014

sabato 6 settembre 2014

LE FORZE DI POLIZIA VERSO LO SCIOPERO ...

Blocco rinnovi contrattuali : le forze di polizia verso lo sciopero generale. Consap, adesso basta !!!!




Sciopero generale "entro la fine di settembre", "azioni di protesta" in tutta Italia e una "capillare attività di sensibilizzazione" dei cittadini sui rischi ai quali viene esposto il settore. E' il "pacchetto" di iniziative annunciato dalla Consap unitamente a tutti sindacati delle forze dell'ordine (tranne sap) e dei vigili del fuoco e dal Cocer interforze (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza) "qualora dovesse essere rinnovato il blocco del tetto delle retribuzioni". "Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica siamo costretti a dichiarare lo sciopero generale" del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, "verificata la totale chiusura del governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme". La mobilitazione segue l'annuncio del ministro Marianna Madia sul blocco dei salari del pubblico impiego anche per il 2015 per mancanza di risorse da destinare al rinnovo dei contratti.

PERCHÉ ABBIAMO DECISO DI SCIOPERARE


L’annuncio dello sciopero delle forze di polizia contro il blocco degli stipendi era l’unico modo per richiamare l’attenzione del governo sul tema della sicurezza che per anni è stati disatteso dai governi di destra, centro e sinistra che si sono alternati alla guida del Paese. La Consap da tempo rivendica  per i poliziotti (purtroppo per troppo tempo restando inascoltata)  l’esercizio regolamentato del diritto di sciopero. In tal modo Giorgio Innocenzi, Segretario Generale della Consap, replica alle parole del presidente del Consiglio, Matteo Renzi che si è detto disponibile ad un incontro, ma “non ai ricatti“. Sono anni – dichiara ancora Innocenzi - che le forze di polizia e i poliziotti subiscono tagli e mortificazioni. Siamo pronti a scioperare non per chiedere un aumento dello stipendio, ma per ottenere lo sblocco del tetto salariale, ossia il trattamento economico connesso all'anzianità maturata e alla qualifica ricoperta, che da quattro anni ci viene negato, senza recupero. Vorremmo che fosse chiaro che al mutare della qualifica corrispondono funzioni, oneri e responsabilità progressivamente maggiori e più ampie, particolarmente pregnanti dato il lavoro che svolgiamo. Il Presidente del Consiglio – prosegue Innocenzi - rispetti dunque l’impegno assunto nel Def (il Documento di economia e finanza) in cui si sostiene che si sarebbero attuati i contratti.

mercoledì 3 settembre 2014

Blog Beppe Grillo: sostegno alla battaglia Consap "per evitare il tabù del razzismo, facciamo tornare le malattie infettive in Italia"



"I triti e ritriti confronti degli italiani come popolo di migranti che deve comprendere, capire, giustificare chiunque entri in Italia, sono delle amenità tirate in ballo dai radical chic e dalla sinistra che non pagano mai il conto e da chi non vuole affrontare il problema. Quando i nostri bisnonni approdavano negli Stati Uniti, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena". Così Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo "Il ritorno delle malattie infettive #tbcnograzie".
"Il 'passaparola' di ieri con l'ingresso delle malattie infettive dall'Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla", scrive Grillo. "Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, si trasmette per via aerea e le cure richiedono anni. Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi".
Qui, prosegue Grillo, "per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell'ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico sui chi arriva da chissà dove nel nostro paese".

Il Fatto Quotidiano: Grillo: “Tornano le malattie infettive”. Consap: “40 poliziotti malati di tubercolosi”

Il Fatto Quotidiano: Grillo: “Tornano le malattie infettive”. Consap: “40 poliziotti malati di tubercolosi”

Grillo: “Tornano le malattie infettive”. Consap: “40 poliziotti malati di tubercolosi”

lunedì 1 settembre 2014

Poliziotti senza protezioni nei servizi di accoglienza dei migranti: il blog di Beppe Grillo intervista il segretario Consap: Igor Gelarda.

Poliziotti senza protezioni nei servizi di accoglienza dei migranti: il blog di Beppe Grillo intervista il segretario Consap Igor Gelarda.


La TBC in Italia
"Questi giorni noi come sindacato di polizia Consap abbiamo lanciatouna class action contro il ministero dell’interno, che cosa è successo? Che migliaia di miei colleghi della Polizia di Stato, ma anche dei Carabinieri, delle altre forze dell’ordine, sono stati impegnati in servizi di accoglienza o gestione a vario titolo dei migranti. Inevitabilmente questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi.
Leggevo l'altro giorno le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi. A oggi abbiamo circa 40 poliziotti che sono risultati positivi al test di Mantoux, che è quella macchinetta che quando eravamo più puntini facevamo a scuola e fa 4 buchini, e quella fa la spia, perché se sei stato a contatto con la tubercolosi si gonfia e si irrita tutta la parte accanto. Più di 40 miei colleghi sono risultati positivi. Ora la cosa che ci sembrava strana, in televisione, ma anche dal vivo, quando vedevamo gli uomini della marina che erano sulle navi accogliere i migranti con gli occhialetti, la tuta bianca, la maschera con il filtro e i guanti, e poi vedevamo i miei colleghi inizialmente, con i guantini e con la mascherina quella del dentista.
La Class Action dei poliziotti abbandonati dallo Stato
Dopo avere protestato, perché la Consap si sta battendo fortemente per questa cosa sono iniziate a spuntare le mascherine con il filtro, che sono le uniche che ti possono dare un minimo di difesa. Attenzione, io parlo di tubercolosi, ma ci sono le malattie ancora peggiori! C’è il meningococco, c’è l’ebola, che non sappiamo in realtà come e dove poter gestire. E vi ricordo che un poliziotto infettato, oltre a patire danni personali, sta a contatto con la propria famiglia e diventa a sua volta un involontario vettore di infezione! Allora che cosa abbiamo fatto? Ci siamo messi d’accordo con la Assotutela, che difende appunto i diritti dei consumatori, in particolare l’Avvocato Cicchetti, che è molto valido. Quali sono le difesa che il ministero dice che i poliziotti dovrebbero avere? Quelli impegnati in Mare Nostrum e nella attività coi migranti? E leggiamo che nelle disposizioni c’erano le mascherine, la tutina bianca e tutto il resto, diciamo, degli apparati dispositivi in dotazione personale. La polizia non li aveva quasi mai. Per questo motivo abbiamo messo su questa class action che purtroppo ha avuto poco risalto, perché è scomoda, abbiamo fatto questa conferenza stampa e adesso stiamo raccogliendo decine di adesioni dei colleghi. Il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti e molti ci stanno contattando e vogliono i danni, perché la paura, la preoccupazione di tornare a casa con la tua bambina piccola. Sapere di essere stato in contatto con la tubercolosi, perché l’organismo per cui lavori non ti ha protetto per come doveva, sicuramente dà fastidio, da molto molto fastidio. Dopo questa class action che abbiamo fatto il 7 agosto, il ministero nel giro di due giorni ha diffuso un vademecum con delle belle slide per informare i colleghi e dire che: "No! Attenzione! Quello che ci vuole sono guantini, mascherina, occhialini e tutina" e ha fatto una circolare in cui demanda il ministero la responsabilità di questi dispositivi di protezione ai questori, cosa di per se giusta, se non fosse che il questore ha difficoltà a reperire questi strumenti, perché questi dovrebbero essere dati al sanitario provinciale della polizia, ma in tanti casi ancora non sono stati distribuiti. L’incontro con Alfano c’è stato precedentemente, abbiamo interpellato più volte il ministero e nello specifico il direttore dell’immigrazione, il dottor Pinto, che è quello che noi stiamo cercando di stimolare. Noi non siamo polli da batteria. Noi abbiamo oltre la nostra dignità personale anche la dignità professionale e le nostre famiglie che ci aspettano. Se lo Stato ci chiama noi andiamo, ma lo Stato che ci chiama ci deve dare anche gli strumenti per poter fare bene e in sicurezza il nostro lavoro.
Controlli medici sommari ai migranti
Sulla nave c’è un controllo velocissimo, e potremmo dire anche un po’ sommario, da parte di un medico, che vede se ci sono evidente tali da fare isolare questa persona, successivamente poi vengono presi in carico nei centri dove vengono svolte delle visite, ma si parla di virus, batteri, vibrioni, tutte cose che hanno fatto penare la scienza per circa 1800 anni prima di essere isolate, perché si vedono soltanto con determinati strumenti. Per cui abbiamo centinaia di casi di scabbia. Di scabbia non si muore, però beccarla è brutto: un insetto che ti scava i tunnel sotto la pelle prima di cacciarlo via ce ne vuole! In un sistema sanitario come il nostro, che già ha delle difficoltà questo sovraccarico è diventato qualche cosa di difficile da gestire e lo sarà sempre di più. L’incidenza sui migranti di malattie infettive è di circa 15 volte in più rispetto a una persona che vive in Italia: si tratta di percentuali molto alte. Sono involontari vettori, su questo non c’è dubbio, ma lo sono. Ci hanno spiegato che l’ebola ha un tempo di incubazione di circa tre settimane. Poniamo che salga sul barcone una persona che l’ha appena preso, il viaggio dura uno o due giorni, ha tutto il tempo di poter infettare le altre persone, questi arrivano in Italia, apparentemente non sembrano avere nulla, perché diciamo ancora il tempo non è passato e dopo un paio di settimane iniziano a manifestare questi sintomi.
Il silenzio assordante dei giornali
I giornali ci hanno dato un minimo di attenzione, però in realtà abbiamo notato che nessuno ha veramente, tranne rari casi, nessuno ha voluto veramente approfondire la vicenda e era quello che invece ci avrebbe fatto piacere. Noi non siamo degli strilloni che vogliono mettere paura alle persone. Noi vogliamo spiegare quello che è la condizione lavorativa della Polizia. Questo oltre a cercare di migliorare la situazione lavorativa della polizia e renderla più efficiente, è anche un modo per accorciare quelle distanze che purtroppo a volte si creano tra il cittadino e il poliziotto. Tante cose brutte sono successe per l’errore di uno, poi pagano in tanti. Spiegare alla popolazione come lavoriamo, in quali condizioni lavoriamo, ma che comunque lavoriamo, è anche un modo per riavvicinarci a loro. In questo momento noi, come società civile, abbiamo bisogno di tutte le componenti per tornare insieme." Igor Gelarda, segretario Generale Consap