La caparbia e determinata azione della Consap contro il trasferimento dalla Squadra Mobile alla Divisione Polizia Amministrativa e Sociale del nostro Segretario Generale Provinciale, Paolo Lo Bianco, ha portato alla revoca dell'ingiusto e illegittimo provvedimento. Il questore Caggegi, nel disporre in data 7 maggio scorso la revoca del provvedimento, ha comunicato che è "suo intendimento sanare, con la richiesta del relativo nulla osta, la procedura di trasferimento, non sussistendo alcun interesse ad instaurare e far perdurare l'eventuale contenzioso con la Consap". Il questore, quindi, dopo aver ostinatamente gridato ai quattro venti le sue presunte ragioni, alla fine, per evitare la condanna certa da parte dell'autorità giudiziaria dove era stato deferito dalla Consap attraverso l'incisiva ed efficace azione dell'avv. Luca Milton Palazzoli, ha alzato bandiera bianca. Purtroppo per lui, però, la pratica non è ancora chiusa. Qualcuno, forse in buona fede, lo ha nuovamente consigliato male. Nel disporre la revoca del provvedimento, infatti, ha illegittimamente riaggregato il nostro Segretario Generale Provinciale alla Divisione Amministrativa assumendo che "l'organico di quell'ufficio necessita dell'apporto professionale corrispondente a quello rivestito da Lo Bianco" e che "persistono i motivi di opportunità". L'appuntamento in Tribunale è solo rinviato.
sabato 9 maggio 2015
Expo Milano: la Consap chiede urgenti chiarimenti su trattamento economico di missione.
Expo Milano: la Consap chiede urgenti chiarimenti su trattamento economico di missione.
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, opportunamente informato dalla Consap in merito ad evidenti disparità di trattamento economico di missione per il personale impiegato all’Expo, ha ritenuto di diffondere la seguente nota:
Al riguardo si invitano codesti Uffici a segnalare al seguente indirizzo dcru.tepps.divseconda.rm@interno.it eventuali problematiche emerse in ordine ai servizi disposti prima della data di emissione della già citata circolare, al fine di poter definire con certezza il trattamento economico da corrispondere al personale in questione.
Ciò premesso s'invitano i responsabili Consap a procedere nel senso previsto informando la scrivente struttura nazionale.
Immigrati: Innocenzi, controlli sanitari insufficienti, rischio alto.
Immigrati: Innocenzi, controlli sanitari insufficienti, rischio alto.
venerdì 1 maggio 2015
Produttività fino a 1.200 euro netti
Produttività fino a 1.200 euro netti, ma bisogna fare presto per pagare entro giugno.
Nel corso dell’incontro di oggi, l’Amministrazione ha ribadito che lo stanziamento disponibile per il Fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali relativo all’anno 2014 ammonta ad oltre 137,5 milioni di euro, 25 milioni in più rispetto ai 112,5 del 2013.Così come già concordato in precedenza anche per il 2014 resteranno fermi gli importi lordi di 17,50 euro per ciascun turno di reperibilità; di 6,40 euro per ciascun turno di servizio in alta montagna; di 8,70 euro per ogni cambio turno e di 50,83 mensili forfetari per i reparti mobili. Al netto della remunerazione delle fattispecie indicate si registra la disponibilità di oltre 123 milioni di euro da ripartire sui 22.796.831 turni che garantiscono la produttività collettiva a 98.797 beneficiari complessivi, riservando un accantonamento per le contabilità trasmesse tardivamente.Per tale accantonamento, l’Amministrazione aveva ipotizzato tre diverse misure e le scriventi OO.SS. hanno unanimemente concordato sulla misura inferiore che, se verrà gestita con la stessa ponderazione utilizzata sin’ora, sarà sufficiente a coprire le eventuali esigenze. Grazie a questa scelta ogni singola giornata di presenza verrà remunerata con 5,40 euro lordi per cui per l’anno 2014 si potrà percepire in media oltre 900 euro e quindi sfiorare nel massimo i 1.200 euro netti solo per la produttività collettiva.L’Amministrazione è stata quindi sollecitata a fissare al più presto la data per la firma dell’accordo tra i Sindacati ed il Ministero dell’interno, rappresentato dal Ministro o dal Sottosegretario, possibilmente la prossima settimana, in modo da rendere possibile l’effettivo pagamento ai beneficiari entro e non oltre il mese di giugno prossimo, senza eccezione alcuna. Siamo ben consapevoli dei problemi tecnici che occorrerà superare per la necessità di riassegnare proprio i 25 milioni e per la tempistica del sistema NoiPA, ma sappiamo anche che altre Forze di Polizia hanno già percepito le competenze dovute per lo stesso titolo.Conosciamo la determinazione dei Vertici del Dipartimento che hanno gestito il passaggio al nuovo sistema, visto che hanno già dimostrato con l’emissione straordinaria del cedolino degli straordinari relativi ai mesi di gennaio e febbraio di essere in grado di operare efficaci pressioni su altre Amministrazioni. Abbiamo escluso in maniera ferma la possibilità di qualsiasi rinvio o dilazione del pagamento, nella certezza che quegli stessi Vertici porranno in atto tutto l’impegno indispensabile a scongiurare una penalizzazione ai danni dei poliziotti che non potremmo in nessun caso accettare.Il Dipartimento della pubblica sicurezza si è formalmente impegnato a sollecitare i Vertici nel senso rivendicato impegnandosi a dare tempestive notizie in merito.
giovedì 30 aprile 2015
MATTANZA c/o IL REPARTO PREVENZIONE CRIMINE DI TORINO
DURA PRESA DI POSIZIONE DELLA CONSAP E DELLE OO.SS.: SIULP, SAP E SILP CGIL, PER L'ACCANIMENTO DA PARTE DELLA DIRIGENZA NEI CONFRONTI DEL PERSONALE INFLIGGENDO BEN 13 CONTESTAZIONI DISCIPLINARI . . .
il documento congiunto delle OO.SS. ...
Assolti i sindacalisti della Consap accusati ingiustamente di calunnia.
Assolti i sindacalisti della Consap Pantaleoni e Marchi accusati ingiustamente di calunnia.
Caduta nel vuoto l’accusa di calunnia contro il segretario nazionale Pantaleoni Gianluca e il segretario generale provinciale di Lucca Indro Marchi.
I due poliziotti entrambi in servizio alla Polizia Stradale di Lucca erano stati denunciati dal dott. Leopoldo Laricchia all’epoca dirigente del Commissariato di Viareggio ed oggi Questore Vicario di Firenze, in quanto avevano presentato (affidandosi ad un legale di Lucca e previa valutazione di un esperto) un esposto in procura per ipotizzare violazioni di normative in materia di sicurezza presso i locali del Commissariato.
Le accuse mosse verso i poliziotti erano ben circostanziate e tali mettere in dubbio l’elemento soggettivo dei poliziotti.
Il Gip di Lucca all’esito di rito abbreviato (anche il pm di udienza chiedeva assoluzione) dott.ssa Mugnaini ha assolto entrambi gli imputati Gianluca Pantaleoni e Indro Marchi perché il fatto non costituisce reato.
I poliziotti difesi dall’avvocato Cristiano Baroni
Regolamento in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. incontro del 28 aprile c.a.
Regolamento in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nella mattinata del 28 aprile u.s., si è tenuta un’ulteriore riunione del Tavolo tecnico di lavoro sullo schema di regolamento ai sensi dell’art. 3, co. 2 del d.lgs. n. 81/2008. Nel corso dell’incontro è stata completata la disamina della bozza di regolamento con riferimento alle osservazioni formulate dalle organizzazioni sindacali e precedentemente trasmesse all’Amministrazione. Al di là della formale rappresentazione della volontà di operare alcune modifiche è apparsa chiara e manifesta la volontà dell’Amministrazione di confermare una impostazione sostanzialmente insoddisfacente. Invero, nonostante lo spirito costruttivo e la qualità dei contributi e spunti di riflessione fornite dalle OO.SS. la possibilità di pervenire a significativi miglioramenti del testo proposto, appare frustrata dal nodo problematico rappresentato dall’art. 2 dello schema di decreto, con cui si disciplina l’individuazione del datore di lavoro. Al riguardo, già nella precedente riunione tutte le OO.SS. presenti avevano sottolineato la necessità di definire ed individuare la figura del datore di lavoro in stretta adesione al disposto dell’art. 2, co. 1, lett b) del d.lgs. n. 81/2008, in modo da garantire ai lavoratori effettiva tutela, attraverso il riferimento ad un contesto che prevedesse una precisa imputazione delle responsabilità ed il concreto potere di intervenire a tutela e salvaguardia della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro. Su questo aspetto strategico, tuttavia, non si è registrato alcuna sostanziale apertura da parte dell’Amministrazione. Ciononostante, le OO.SS. hanno rappresentato tutte le ulteriori criticità presenti nel documento all’esame con riferimento alle previsioni relative al servizio di prevenzione e protezione, all’attività ed agli organismi di vigilanza, significando che l’esigenza, manifestata dall’Amministrazione, di addivenire alla rapida approvazione dell’atteso regolamento attuativo deve coniugarsi con quella di predisporre un testo adeguato e conforme alle previsioni normative contenute nel d.lgs. n. 81/2008 ed ai principi che lo hanno ispirato. In questo senso è pregiudiziale anche l’individuazione dei luoghi di lavoro, in funzione della nostra specificità e della molteplicità di strumenti e mezzi utilizzati. Diversamente, si profilerebbe il rischio di un contenzioso, a livello territoriale, con conseguenze imprevedibili. Detta prospettiva può essere scongiurata solo attraverso un regolamento che valorizzi le responsabilità stabilite dalla legge, evitando formulazioni che lungi dal contribuire alla chiara individuazione delle funzioni previste per legge comporta la ingiustificata esposizione di soggetti privi di quelle prerogative che la legge individua a garanzia dell’interesse protetto che è quello della tutela della sicurezza del lavoratore. Pertanto, attese le resistenze rilevate in sede di confronto tecnico, si attende il richiesto incontro a livello politico per verificare gli spazi realmente esistenti per una rimodulazione del testo del provvedimento. L’eventuale persistenza di un atteggiamento intransigente da parte dell’Amministrazione costringerebbe le scriventi OO.SS. ad intraprendere ogni utile iniziativa di protesta e autotutela, costituendo espressione della chiara volontà di non voler predisporre un sistema concretamente finalizzato alla tutela della salute e sicurezza sui luogo di lavoro.


Servizio Reparti Speciali: anomala distribuzione delle ore di lavoro straordinario. Consap, richiesta accesso direttiva Montana.
Servizio Reparti Speciali: anomala distribuzione delle ore di lavoro straordinario. Consap, richiesta accesso direttiva Montana.
La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (CONSAP), in persona del rappresentante Segretario Nazionale, Gianluca PANTALEONI
PREMESSO CHE
1risulta che non tutti gli Uffici del Dipartimento di Pubblica Sicurezza sono regolamentati da contrattazione decentrata le ore di straordinario “obbligatorio e/o programmato” ammontano complessivamente a 788.
3. 
TTali sono distribuite in 200 I divisione, 288 III Divisione restanti 300 alla Segreteria del Dott. Claudio MONTANA
4. Per quanto segnalato il Dott. Claudio MONTANA autorizza un utilizzo improprio e non equo delle ore assegnate dove solo 6 dipendenti beneficiano ciascuno di oltre 50 ore.
5. sono pervenute a questa O.S. numerose segnalazioni circa l’opinabile distribuzione, dei vari istituti disciplinati dall’A.N.Q. siglato il 31 luglio 2009 ed entrato in vigore il 30 settembre 2009.
CONSIDERATO CHE
Si tratta di un interesse concreto diretto ed attuale di questa O.S. CONSAP. ad intervenire e valutare la lesione della situazione giuridicamente tutelata degli iscritti e dell’associazione sindacale, il tutto come dettato dai recenti ed uniformi indirizzi giurisprudenziali che enunciano: le strutture sindacali, quali soggetti rappresentativi di interessi collettivi, possono accedere agli atti amministrativi in quanto sussiste il diritto dell’organizzazione sindacale ad esercitare il diritto di accesso per la cognizione di documenti che possano coinvolgere sia le prerogative del sindacato quale istituzione esponenziale di una determinata categoria di lavoratori, sia le posizioni di lavoro di singoli iscritti nel cui interesse e rappresentanza opera l'associazione. Rileva, infatti, un duplice profilo di legittimazione che consente di azionare il diritto di accesso da parte delle organizzazioni sindacali sia iure proprio, sia a tutela di interessi giuridicamente rilevati della categoria rappresentata. Inoltre, le univoche decisioni giurisprudenziali che si registrano sulle situazioni legittimanti l’accesso, vengono identificate, oltre che nei diritti soggettivi e negli interessi legittimi, anche negli interessi pubblici o diffusi (tra le altre, C.d.S., sez. IV, 29-4-2002, n.2283; C.d.S., sez. V, 14-2-2003, n.816). Tale quadro tutelante si è andato vieppiù arricchendosi in virtù dell’ampliarsi delle esigenze teleologiche della norma che trova la sua scaturigine non solo nell’esigenza di garantire la trasparenza e l’imparzialità dell’azione amministrativa, ma attinge alle alte finalità del pubblico interesse di favorire la partecipazione all’attività dei pubblici poteri; il tutto attenendo ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti diritti civili e sociali (si richiama, in proposito, l’art. 117, secondo comma, lett. m, della Costituzione), del controllo democratico sull’operato dei soggetti pubblici, in conformità ai precetti costituzionali.
VISTO CHE
Questa OS ritiene che la gravità e l’estensione delle ipotesi di violazioni evidenziate sia tale da non rendere idonea o comunque esaustiva la convocazione dell’adunanza di verifica, come previsto dall’art. 19 dell’A.N.Q., e che necessiti un immediato intervento volto ad uniformare l’andamento e l’organizzazione dell’Ufficio in argomento, vuoi alle norme imperative, vuoi a quelle pattiziamente sancite;
tutto ciò premesso,
INOLTRA
ai sensi e per gli effetti della normativa in oggetto richiamata formale istanza di accesso agli Organi in indirizzo ai documenti amministrativi rispettivamente
al Dott. Claudio MONTANA intercorrente dal giorno 01.06.2014 ad oggi, mediante esame degli atti ed estrazione di copia, di:
I. programmazione settimanale;
II. ordini di servizio giornalieri;
III. cambi Turno con relative motivazioni;
IV. reperibilità;
V. fogli firma;
VI. riposi compensativi
VII. straordinario “obbligatorio-programmato” relativa
Ripartizione
al Dott. Roberto SGALLA:
I. Direttive assegnate in merito al monte ore dello straordinario
II. Incartamenti relativi in entrata ed in uscita presso la Direzione dei reparti Speciali
III. Provvedimenti adottati anche in seguito alle marcate segnalazioni già poste in essere da questo sindacato
Al Dott. Tommaso RICCIARDI:
I. copia della direttiva interna a firma Dott. Claudio Montana, datata 13 aprile 2015, avente ad oggetto "Limite monte straordinario assegnato alla I Divisione e alla III Divisione" indirizzata al Dott Rossetti Dirigente I Divisione e passata al visto del personale.
II. Provvedimenti adottati a seguito delle marcate segnalazioni da questo sindacato
CHIEDE PER OGNUNO IN INDIRIZZO
di conoscere il nominativo del responsabile del procedimento ex Legge 7 agosto 1990, nr. 241, anche per il rilievo che questi assume in forza della Legge 11 febbraio 2005, nr. 15, che ha riformato la cennata legge 241/1990, secondo la quale l’organo competente per l’adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non può discostarsi dalle risultanze dell’istruttoria condotta da quest’ultimo, se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale; può ritenersi dunque pacifico che lo specifico onere motivazionale in capo al responsabile del provvedimento costituisca un quid pluris nell'adozione dell’atto stesso
INVITA E DIFFIDA
codesta Amministrazione, in persona del l.r.p.t., a fornire la risposta alla presente con la massima urgenza con l’avvertimento che, elasso infruttuosamente il termine dei trenta giorni previsto ex lege, questa O.S. si riserva di valutare, in concreto, il ricorso alle vie legali più idonee per la tutela propria e dei propri aderenti, in sede penale e amministrativa per l’astratta previsione normativa; in proposito si richiama la tutela penale del diritto di accesso alla luce della Legge 26 aprile 1990, nr. 86, che ha novellato l’art. 328 del codice penale, il quale prevede sanzioni non solo nei confronti del pubblico ufficiale che rifiuti illegittimamente di compiere un atto del suo ufficio o che lo compia con ritardo, ma anche nei confronti del pubblico ufficiale che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compia l’atto del suo ufficio. Giova mentovare, inoltre, la tutela garantita dall’art. 25, comma 5, della più volte citata Legge 241/90 e successive modifiche, che consente il ricorso al T.A.R. territorialmente competente nei termini di legge, al fine di ottenere l’annullamento, la modifica o la revoca dell’atto impugnato.
In attesa di un positivo e tempestivo riscontro in merito alla presente, si coglie l’occasione per porgerle i più cordiali saluti.
MILANO EXPO 2015: POLIZIOTTI TRATTATI PEGGIO DEI CLANDESTINI PRESA DI POSIZIONE DELLA CONSAP
Expo Milano: mentre il Governo “stira” lo smoking, i poliziotti accatastano i letti, tre persone in stanze da due o peggio e sistemazione a oltre 30 chilometri dall’area espositiva. Innocenzi, trattati peggio dei clandestini.
Chiediamo per i poliziotti inviati ed Expo un trattamento da immigrati la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia a poche ore dall’apertura di Expò Milano, lancia una provocazione lamentando le condizioni inaccettabili che sono state riservate ai poliziotti, quasi duemila, inviati a Milano per potenziare la vigilanza.
Mentre i membri del Governo stirano lo smoking per la passerella, il Ministero dell’Interno è impegnato nella delicata operazione di far accatastare letti nelle piccole stanze del fatiscente residence di Pieve Emanuele, una struttura che dista 40 chilometri dall’area Expo, che fino al 2013 ospitava migliaia di profughi e che sarà una delle “case” dei poliziotti, gli altri alloggeranno, sempre stretti come sardine, in due altri alberghi che distano 30 chilometri dall’area expo, mentre i più “fortunati” potranno alloggiare nelle baracche degli operai ora destinate ad alloggi interforze.
Ci stanno trattando peggio degli immigrati – accusa la Consap – hanno inviato uomini senza avere alloggi adeguati né poter garantire loro un rapido accesso alle mense di servizio ed ai luoghi dove si potranno consumare i pasti. Mentre dalla stampa apprendiamo, quasi ogni giorni di immigrati che rifiutano alloggi in hotel a 3 o 4 stelle magari solo perché manca la parabola o il collegamento wifi, il Governo tratta i poliziotti in maniera indegna.
Il Ministro dell’Interno ed il Capo della Polizia hanno l’obbligo di garantire a questo personale che è stato, nella massima parte precettato all’ultimo istante, vitto e alloggio decenti: “Almeno, ci vorrebbe da dire, paragonabile a quello che lo stesso Ministro ed il Dipartimento garantiscono a chi approda clandestinamente sulle nostre coste.
martedì 28 aprile 2015
La Polizia al posto del Taxi
La Polizia al posto del Taxi: lettera aperta ai giornali della Segreteria Provinciale Consap di Gorizia.
La nostra denuncia come sindacato di Polizia è che non è possibile utilizzare degli Agenti come se fossero delle Guide Turistiche a spese del contribuente…enfatizzato pure dalle lamentele da parte del signor Prefetto il quale pretendeva il rilascio di biglietti ferroviari da parte di Trenitalia come se quest’ultima fosse una ONLUS.
Nei giorni d’oggi nella nostra amministrazione non si parla d’altro che di Spending Review con nuovi tagli pesantissimi sulla sicurezza pubblica dall’attuale governo in carica e ora ci tocca pure veder utilizzata la Polizia come un servizio Taxi, distogliendo i colleghi dal proprio usuale lavoro d’istituto.
Ci sono delle regole da rispettare, sia burocraticamente sia giuridicamente, finché l’Italia si possa ancora definire un paese democratico con finalità sociali, come ben descritto dalla nostra cara Costituzione.
Come sindacato di Polizia ci si augura di non dover denunciare ulteriormente queste tristi vicissitudini giacché sicuramente queste persone torneranno nella loro tana preferita.
Il Segretario Generale Provinciale CONSAP
Gorizia
Walter Beltramini
Accoglienza immigrati: Consap, il sistema è improvvisato e inconcludente
Accoglienza immigrati: Consap, il sistema è improvvisato e inconcludente. Il caso del commissariato Prenestino.
In questo lasso di tempo la cronaca di una quotidiana routine per donne ed uomini della Polizia di Stato: dapprima gli stranieri sono rimasti due ore bloccati nel pullmann per la mancanza di una certificazione medica e di conseguenza le legittime riserve del personale della Polizia Scientifica; impasse che non si è potuta risolvere velocemente infatti era impossibile comunicare, attraverso gli interpreti di lingua inglese ed araba dell’Amministrazione, in quanto gli extracomunitari parlavano solo la lingua del loro paese e si è dovuto provvedere andando a prelevare da un vicino centro d’accoglienza uno straniero che conoscesse la loro lingua e l’italiano. Così solo dopo due ore sono iniziate le procedure di foto segnalamento, con personale insufficiente peraltro impegnato anche nella redazione dei verbali, resi vieppiù complessi dalla presenza di 14 minori. Le attività di foto segnalamento poi fanno i conti con la volontà degli extracomunitari che si rifiutano di sottoporsi ai rilievi dattiloscopici, attività di polizia che per legge non può essere coattiva.
Va detto anche che in queste cinque ore, il personale del commissariato ha dovuto rientrare per infoltire la fila di un pattuglione pianificato dalla Questura cogliendo l’occasione del rientro in sede anche per fotocopiare gli atti, in quanto presso l’ufficio immigrazione il riproduttore era disattivato, portandosi dietro materialmente le risme di carta, altri effetti collaterali di questa improvvisazione sono stati il salto della cena per il personale impegnato ed il fatto che tre minori inviati alle visite mediche di routine sono riusciti a fuggire dall’ospedale e risulterebbero dulcis in fundo anche affetti da acaride (scabbia).
L’improvvisazione nella gestione di questa emergenza - conclude la Consap – determina rischio sanitari ed operativi per il personale di assoluta rilevanza tenuto conto che questa problematica è stata rappresentata via via ai questori di tutta Italia, in quanto non ci troviamo davanti al caso eccezionale ma un drammatica routine quotidiana.
sabato 25 aprile 2015
Tavolo tecnico sul riordino delle carriere: Consap, prima la legge delega.
La scorsa settimana presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza si è tenuto il secondo incontro finalizzato ad un progetto di razionalizzazione e di potenziamento del modello di sicurezza, da inserire nel ddl sulla pubblica amministrazione, in un contesto di miglioramento del coordinamento teso ad evitare sovrapposizioni di competenze, con conseguente revisione dei ruoli, per la valorizzazione del personale appartenente ad ogni qualifica e grado in modo da coniugare sia efficienza che efficacia delle funzioni svolte con le legittime aspettative di progressione economica e di carriera. Con la delegazione del Dipartimento, presieduta dal Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali, vice prefetto Tommaso Ricciardi, si è concordato un metodo di lavoro che partendo dal progetto di riordino, definito all'inizio del 2014, sintetizzi i principi da far confluire in un ampia delega coerente con lo spirito del disegno di legge Madia teso ad una moderna semplificazione. In tal modo si dovrà rispondere all'esigenza di programmare un incremento dell’attuale forza effettiva, tesa, tra l’altro a ridurre l’elevata età media con la contestuale riduzione organica, nel contesto di un nuovo e razionale sistema organizzativo, attraverso una fase transitoria, dopo la ricognizione delle necessità connesse alle funzioni di polizia, per predisporre un piano che dovrà rispondere all'esigenza, che le scriventi organizzazioni sindacali hanno sottolineato con forza e determinazione, di coniugare funzionalità, professionalità e valorizzazione del merito e anzianità. In questo senso abbiamo, altresì, sottolineato che va colto il progetto di riordino della carriera di ogni qualifica e grado, in una chiave di moderna valorizzazione delle funzioni di polizia giudiziaria e di tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico.
Da troppi anni il personale di ogni qualifica e grado attende un progetto che gli dia una prospettiva di carriera che valorizzi il merito e la professionalità, che consenta anche di superare i disallineamenti che esistono sia nel comparto sicurezza e difesa sia nel raffronto con il pubblico impiego per garantire e riconoscere effettivamente, non solo come mera espressione di principio, la specificità delle funzioni svolte.
Sarà nostra cura informarvi dell’esito dei prossimi incontri che si terranno al riguardo, ed in ogni caso ribadiamo che questo percorso rappresenta un' opportunità da cogliere per assecondare le aspettative connesse al riordino delle carriere.
Certificato di idoneità psico-fisica per chiunque detiene armi comuni.Quesito Consap.
Certificato di idoneità psico-fisica per chiunque detiene armi comuni, regolarmente denunciate e non è in possesso di alcuna licenza di porto d’armi. Quesito Consap.
Il Segretario Generale Nazionale, Giorgio Innocenzi ha rivolto un urgente quesito ai competenti uffici ministeriali in ordine alla certificazione sanitaria prevista dall’art. 35, comma 7° del Testo Unico delle leggi di P.S. come modificato dal Decreto Legislativo 26 ottobre 2010 n. 204. La Consap, in buona sostanza, intende sapere se l'obbligo incombe anche agli appartenenti alle Forze di Polizia in servizio attivo, ovvero se, in virtù della loro funzione, siano esentati da tale obbligo, in quanto detentori e utilizzatori di armi da guerra individuali: pistola Beretta cal. 9x19 (parabellum), nonché di portare e utilizzare (quando ricorrono le circostanze) anche armi non comuni e quindi si ritiene implicita, nella funzione, la idoneità psico-fisica permanente. Poiché il termine per la presentazione di tale certificato scade, come è noto, il prossimo 5 maggio, la Consap ha chiesto al Ministero dell'Interno di voler far conoscere, con cortese urgenza, le determinazioni opportune, al fine di poter fornire adeguate risposte sull’argomento al personale interessato.
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