lunedì 10 novembre 2014

ORARI ANOMALI SENZA IL CONSENSO DEI RAPPRESENTANTI DEI POLIZIOTTI.

ORARI ANOMALI SENZA IL CONSENSO DEI RAPPRESENTANTI DEI POLIZIOTTI. IL NOSTRO LAVORO PER IMPEDIRE QUESTO SCANDALO STA FACENDO BRECCIA.

Non appena è stato reso noto il progetto, fatto inserire nel disegno di legge di stabilità da una “manina” molto vicina al nostro ambiente Consap, Siulp, Siap, Silp/Cgil, Ugl Polizia, Coisp e Uil Polizia si sono immediatamente attivate per cercare di impedire che si portasse a compimento questo nefasto progetto che riporterebbe la Polizia di Stato indietro di 40 anni.
In queste settimane tutte le scriventi organizzazioni sindacali hanno lavorato, e stanno lavorando tuttora, per cercare di scongiurare l’attuazione di questo piano spiegando a tutti i rispettivi interlocutori, politici ed istituzionali, che se entrasse in vigore quanto previsto nel disegno di legge di stabilità in merito alla modifica della normativa sugli orari di lavoro per personale della Polizia di Statoe la possibilità per l’Amministrazione di programmare orari in deroga con un semplice preavviso, i diritti dei poliziotti verrebbero compromessi  in maniera irrimediabile.
Dai primi riscontri che stiamo avendo in questa quotidiana attività posta in essere per scongiurare la citata eventualità, sembra che i nostri sforzi comincino fare breccia nei nostri interlocutori e, quindi, possiamo dire che stanno aumentando considerevolmente le probabilità di riuscita del nostro tentativo di impedire che i diritti dei poliziotti legati al rispetto degli orari di lavoro vengano calpestati.
Consap, Siulp, Siap, Silp/Cgil, Ugl Polizia, Coisp e Uil Polizia non possono consentire che nella legge di stabilità 2015, ove sono riusciti a tutelare i poliziotti dal punto di vista economico con lo sblocco del tetto stipendiale, si preveda di delegittimarli sotto il profilo della tutela di importanti diritti, come, in questo caso, l’orario di lavoro e gli orari in deroga. 

NO A PROTOCOLLI OPERATIVI PRIVI DI CONCRETEZZA.


La riunione  tenutasi il giorno 6 u.s. al Dipartimento della P.S. tra i vertici dello stesso ed i Sindacati di Polizia, ha avuto come apertura la puntualizzazione che “la bozza di provvedimento oggettodella  discussione concernente i protocolli operativi era stato predisposto a garanzia dell’Operatore della Polizia di Stato. 
L’approfondimento, anche successivo, delle schede che compongono tale provvedimento, hanno evidenziato, invece, una presa di distanza da parte dei vertici del Dipartimento della P.S. dalle esigenze di chiarezza e tutela rivendicate dai Poliziotti e da queste OO.SS., rilevandosi invero,il citato provvedimento, come un’insieme di affermazioni apodittiche, che ribadiscono esclusivamente cosa è già previsto dal TULPS, dal codice penale e quello di procedura penale, senza alcuna indicazione su come affrontare e risolvere le criticità che quotidianamente noi Poliziotti siamo costretti ad affrontare per effetto della imponderabilità del servizio che svolgiamo.
Questa è l’amara constatazione che emerge dalla lettura della bozza delle “istruzioni operative”che sono state presentate dal Dipartimento dopo oltre un anno di lavoro. Non solo: altro aspetto  di assoluto rilievo e che vede la nostra ferma contrarietà, motivata non da una chiusura aprioristica e corporativa alle regole di rinnovata trasparenza ma all’evidente fatto che la bozza di lavoro è stata predisposta sulla base normativa del regolamento di servizio e ad integrazione dello stesso.Evidente che questo tipo di cultura denota la chiara volontà del Dipartimento di avere più strumenti per punire i poliziotti e per auto assolversi rispetto ad eventuali criticità connesse alle richieste risarcitorie avanzate all’Amministrazione in sede civile.
L’insieme delle proposte che si vogliono emettere, sembrano elaborate da chi, molto probabilmente, non ha mai effettuato un solo giorno di servizio in strada o, nella migliore delle ipotesi, lo ha fatto decenni fa per cui ragiona solo su labili ricordi lontani dalla realtà attuale. Non si possono pretendere solo ulteriori obblighi per i poliziotti, elencandoli genericamente, in maniera confusa e senza alcuna utilità per chi quotidianamente opera in ogni angolo del Paese per combattere il crimine e garantire  la sicurezza e l’ordine pubblico. La finalità esclusiva sembra quella di dover garantire l’Amministrazione qualora ci sia l’errore, e quindi l’unico che dovrà risponderne, sebbene la condotta sia stata obbligata per dovere e/o per eseguire un ordine, sarà il singolo poliziotto.
Prova ne sono le fantasticherie proposte in merito alle modalità del servizio di ordine pubblico o per l’ammanettamento di una persona che si rifiuta di essere sottoposta a tale trattamento o che va in escandescenze, essendo sotto l’effetto di alcol o droghe. L’unica indicazione proposta è quella del dialogo e del convincimento, senza alcuna soluzione pratica su come fare qualora il soggetto non vuole collaborare o non intende sottostare alla restrizione, pur ribadendo, però, l’obbligo che l’ammanettamento deve essere eseguito.
Unica nota positiva, in tutta la proposta presentata è la sperimentazione anche per le volantidelle videocamere e degli spry al peperoncino e quella per i servizi di O.P. che prevede lo stesso impiego degli spry e delle telecamere, degli idranti o schiumogeni a base urticante oltre la fascia di sicurezza per evitare lo scontro fisico con i manifestanti.
Tralasciamo ogni considerazione sulle definizioni di come si utilizzano le armi non letali quali il manganello.
Per questi motivi, anche alla luce di quanto accaduto a Brescia, Massa Carrara ed a Napoli,dove i poliziotti e gli altri Appartenenti alle Forze dell’Ordine sono stati oggetto di aggressione dei soliti professionisti del disordine poiché è stato impartito l’ordine di non reagire a qualsiasi costo e di rimanere passivamente fermi, riteniamo di dover respingere al mittente la proposta elaborata dal Dipartimento della P.S..
Manca completamente la strategia di fondo e la filosofia giusta che serve per elaborare un simile prontuario. I protocolli operativi, a giudizio delle scriventi OO.SS., possono e devono disciplinare l’organizzazione dei servizi e l’attività operativa e non solo il comportamento dei singoli Operatori che sono sottoposti già alle prescrizioni delle leggi penali ed amministrative oltre che dei regolamenti.
La bozza che è stata presentata in modo molto maldestro senza tenere conto delle esperienze sinora maturate su strada, cerca solo di delineare i comportamenti dei singoli, in aggiunta a quelli previsti dal regolamento di servizio e dalle leggi penali ed amministrative cui i poliziotti sono sottoposti nell'esercizio delle loro funzioni, ed è chiaro che viene fatto con il solo fine di “ASSOLVERE”, in caso di richiesta di risarcimento del danno o di eventuali responsabilità per le modalità con cui i servizi sono stati organizzati, la responsabilità di un’Amministrazione sempre più distante dalla base e dai problemi reali che si incontrano nella quotidianità.
Prova ne è il fatto che non viene prevista alcuna indicazione per rendere visibili i responsabili del servizio di O.P., al sol fine di deresponsabilizzare l’Amministrazione in caso di richieste di risarcimento danni, qualora gli stessi siano costretti ad ordinare la carica senza rispettare i prescritti obblighi normativi.
Per questi motivazioni, riteniamo di dover respingere la proposta presentata, che dovrà subire sostanziali modifiche.
L’impegno di queste OO.SS. sarà rivolto ad ottenere un testo, che riteniamo comunque necessario a garanzia per i cittadini ed i Poliziotti in ogni attività o frangente lavorativo; puntualizziamo che troviamo incomprensibile ed inaccettabile l’assenza di proposte normative in tema di tutela legale ed assicurativa, ma anche di rinnovamento ed impulso alla formazione costante degli Operatori di Polizia.
Non possiamo e non vogliamo consentire che gli Operatori di Polizia possano essere sovraesposti, perché equivarrebbe a calpestare il processo democratico e la sindacalizzazione del personale, quest’ultimo elemento e garanzia di trasparenza al servizio del Paese e dei cittadini, costruita grazie ai sacrifici di migliaia e migliaia di Poliziotti che hanno duramente lottato per questo.

GIU' LE MANI DALLA SICUREZZA DEI CITTADINI. NO ALLA CHIUSURA DEI PRESIDI DI POLIZIA

NO ALLA CHIUSURA SELVAGGIA DEI PRESIDI DI POLIZIA. GIU' LE MANI DALLA SICUREZZA DEI CITTADINI.


Il 6 novembre scorso, presso il Dipartimento della P.S. si è tenuta la riunione tra le scriventi OO.SS.  ed una delegazione dell’Amministrazione, guidata dal Vice Capo della Polizia con funzioni Vicarie Prefetto Alessandro MARANGONI relativamente alle attività che il Dipartimento sta ponendo in essere e che riguarda il personale o l’assetto organizzativo dell’Amministrazione.
Il Prefetto Marangoni ha presentato lo studio per la revisione dei presidi e degli uffici della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale in funzione del fatto che la conclamata carenza degli organici, oggi assestata a circa 95.000 unità (che, qualora dovesse permanere il blocco del turn over al 55%, è destinata alle 80.000 unità  per il 2020), sulla razionalizzazione delle risorse e dei presidi in considerazione dell’attuale disponibilità di personale e delle esigenze che si devono soddisfare.
Il progetto, rispetto a quello presentato nella prima riunione, è stato sviluppato solo attraverso la razionalizzazione dei presidi delle quattro specialità: Stradale, Ferroviaria, Postale e Frontiera.
Dall’esposizione fatta dal Prefetto Marangoni è emersa una volontà, di fatto già pervicace e preordinata dell’Amministrazione, di voler stravolgere alcuni settori delle Specialità, attraverso una chiusura selvaggia di alcuni Compartimenti e dei presidi oggi esistenti. Nel progetto, infatti si prevede che per alcuni segmenti, quali ad esempio le Squadre Nautiche, ci sarà la soppressione di tutte quelle oggi esistenti.
A precise domande circa il mantenimento delle attuali 19 Direzioni Centrali rispetto ad un organico che si dovrà assestare a circa 22.000 unità in meno, il Prefetto Marangoni rispondeva che nulla era stato ancora deciso.
Ad altra precisa richiesta circa il fatto se era ancora opportuno o meno mantenere i Compartimenti atteso che oggi sono relegati a meri uffici burocratici e per disporre ispezioni a carico dei pattuglianti, il Direttore Centrale delle Specialità rispondeva che, nell’ottica dell’integrazione di queste Specialità nell’alveo delle competenze dell’Autorità di P.S., si poteva aprire un confronto purché non vi fosse una penalizzazione per i posti di funzione e quindi per lo sviluppo delle carriere e delle aspettative del personale. 
L’esposizione da parte dell’Amministrazione si è conclusa con la comunicazione che era già stato acquisito                il parere delle Autorità provinciali di P.S., Prefetti e Questori e che la stessa, una volta concluso il confronto                con il Sindacato, pensava di dare attuazione al piano per i primi mesi del prossimo anno.
Le scriventi OO.SS., in modo unanime e fermo, pur prendendo atto della nuova filosofia di integrazione delle Specialità sotto le funzioni delle Autorità di P.S. hanno condannato tale ipotesi di chiusura selvaggia dei presidi con relativo trasferimento dei colleghi, sia per il metodo che nel merito.
Nel metodo, perché il Sindacato ha ribadito che tali operazioni sono devastanti se non concertate in un’ottica complessiva e generale con l’altra Forza di polizia a competenza generale sul piano dell’Ufficio per il Coordinamento e la pianificazione delle Forze di polizia,  in quanto abbandonano il territorio e quindi negano la sicurezza ai cittadini senza, peraltro, indicare  gli obiettivi l’architettura del nuovo modello di sicurezza che si intende realizzare. Nel merito perché la chiusura selvaggia di circa 253 uffici di polizia, senza verificare              cosa accade con le altre Forze di polizia e quale è la loro dislocazione sul territorio, di fatto indebolisce l’Autorità di P.S. provinciale abbandonando il territorio e alcune competenze alle Forze di polizia militari con il conseguente legittimo dubbio che si vuole svilire l’Autorità a favore della militarizzazione del territorio e della funzione stessa di polizia.
Attesa la complessità della materia e il forte impatto negativo che la stessa avrà sia sui poliziotti che sul diritto   alla sicurezza dei cittadini, le scriventi OO.SS. hanno richiesto un aggiornamento dell’incontro preannunciando,  da subito, la loro contrarietà a discutere una siffatta situazione senza avere tutti gli elementi circa i criteri, le modalità applicative e come riutilizzare i risparmi che deriveranno da tale intervento, affermando, con fermezza, un principio irrinunciabile per tutti i sindacati: giù le mani dalla sicurezza dei cittadini e dai diritti dei poliziotti.

venerdì 7 novembre 2014

Commissioni Mediche Ospedaliere. Problematiche

Sono state segnalate alla Consap diverse problematiche, che da alcuni anni, dopo la chiusura delle C.M.O. di Padova e Torino, si manifestano presso la CMO di Milano. A seguito della chiusura delle predette sedi C.M.O. tutto il personale della Polizia di Stato (ma anche di tutte le altre Forze di Polizia, Esercito, Aeronautica, ecc.) del nord dell’Italia deve recarsi presso la sede di Milano. Quanto sopra descritto ha prodotto un aumento notevole della mole di lavoro per il personale sanitario della sede in parola, con un grave rallentamento delle prestazioni sanitarie da eseguire. Tutto questo si ripercuote sui convalescenti (anche per gravi patologie), che all’atto della presentazione presso quella sede si vedono invitati, sovente, a ritornare il giorno successivo o addirittura dopo qualche settimana, perché i sanitari non riescono a visitare tutti i presenti. Il problema è che quel personale ammalato, per poter essere presente, come da invito alle 8,30, partendo da luoghi spesso distanti deve alzarsi la mattina molto presto o addirittura c’è personale che a proprie spese è “costretto” ad arrivare il giorno prima. Alla luce di quanto esposto (tra l'altro sono situazioni presenti in tutta Italia), vista la chiusura avvenuta in passato di diverse Commissioni, sarebbe opportuno prevedere la creazione presso le sedi infermieristiche provinciali di una sede Medico Legale riconosciuta paritaria delle C.M.O. che potrebbe essere composta da sanitari delle ASL e Medici dell’Amministrazione.In questo modo si andrebbe ad “alleggerire” la mole di lavoro delle C.M.O. e si ridurrebbero notevolmente i disagi del personale della Polizia di Stato che ha necessità di tali prestazioni sanitarie.

ISTRUZIONI OPERATIVE : INNOCENZI (CONSAP) IL NOSTRO UNICO OBIETTIVO E’ LA TUTELA DEL PERSONALE.

ISTRUZIONI OPERATIVE : INNOCENZI (CONSAP) IL NOSTRO UNICO OBIETTIVO E’ LA TUTELA DEL PERSONALE. IL RISCHIO E’ CHE CONCRETIZZI UN ULTERIORE APPESANTIMENTO OPERATIVO.

Nel corso dell’incontro svoltosi il 6 novembre scorso al Dipartimento della Pubblica Sicurezza il Vice Capo Vicario della Polizia, pref. Alessandro Marangoni ha consegnato alla CON SAP, rappresentata dal Segretario Generale Nazionale, Giorgio INNOCENZI, una copia della “bozza” contenente le Istruzioni operative per il personale della Polizia di Stato nei casi di uso legittimo della forza al fine . La bozza contiene quindici schede nelle quali vengono individuate le varie fattispecie operative dove è previsto l’uso legittimo della forza da parte del personale della Polizia di Stato. Una volta individuata l’azione, vengono fornite le indicazioni operative e le eventuali note. Il fine dichiarato è quello di dare maggiore tutela agli operatori individuando in modo univoco, chiaro e dettagliato comportamenti da osservare nelle diverse situazioni operative. La Consap si è riservata, dopo un’analisi approfondita e un doveroso confronto con il personale, di fornire le proprie valutazioni. Il provvedimento al termine delle prescritte procedure dovrà essere tramutato in DPR o, qualora non sia possibile, sarà licenziato come integrazione al vigente Regolamento di servizio.

venerdì 31 ottobre 2014

Vertenza Ast: scontri tra polizia ed operai.



Vertenza Ast: scontri tra polizia ed operai. Innocenzi, i filmati delle mini-telecamere dimostreranno il corretto operato degli agenti.

(Adnkronos) - "Vertenze così delicate non possono trasformarsi in problemi di ordine pubblico, ci vorrebbe maggior dialogo, le istituzioni devono dare giuste risposte". E' il commento di Giorgio Innocenzi, Segretario Generale della Consap, confederazione nazionale dei sindacati autonomi di Polizia, ai disordini di oggi a 

Roma, fra le forze dell'ordine e i manifestanti delle acciaierie di Terni.

Riguardo ai video degli scontri diffusi in rete Innocenzi dichiara che i filmati delle mini-telecamere in sperimentazione fra le forze dell'ordine dimostreranno il corretto comportamento degli agenti".


PASSAGGIO ELABORAZIONE TRATTAMENTO ECONOMICO POLIZIA A NOIPA-MEF : ESITO INCONTRO

PASSAGGIO ELABORAZIONE TRATTAMENTO ECONOMICO POLIZIA A NOIPA-MEF : ESITO INCONTRO

E’ terminato in tarda serata il programmato incontro con il Vice Capo della Polizia, Matteo Piantedosi per discutere il passaggio dell’elaborazione del trattamento economico del personale della Polizia di Stato a NoiPa-Mef.
La Consap nel corso dell’incontro ha ribadito la propria posizione contraria in quanto si tratterebbe in buona sostanza di “un ritorno al passato” piuttosto che un adeguamento al progresso tecnologico ma soprattutto per una serie di problematiche  relative alla gestione delle competenze fisse ed accessorie del personale oltre alla stessa riservatezza dei dati.
L’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, preso atto delle numerose e rilevanti problematiche rappresentate, ha dichiarato l’incontro interlocutorio riservandosi di risolvere in sede di discussione con il Mef le deficienze segnalate.
La prossima settimana il Dipartimento della Pubblica Sicurezza provvederà a trasmettere alle OO.SS un documento esplicativo e nel giro di una decina di giorni convocherà una nuova riunione per dare contezza della risoluzione delle prospettate problematiche.

giovedì 30 ottobre 2014

RIUNIONE R.P.C. PIEMONTE DEL 23 OTTOBRE. LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO



Stipendi poliziotti: problemi e rischio hacker con passaggio a Mef.

Stipendi poliziotti: problemi e rischio hacker con passaggio a Mef. Innocenzi: si realizza spending review alla rovescia, aumenteranno solo costi e disservizi


Roma, 29 ott. (AdnKronos) ''Aumenteranno costi e disservizi: è una spending review alla rovescia''. Giorgio Innocenzi, segretario generale della Confederazione sindacale autonoma di Polizia, lancia l'allarme stipendi per i poliziotti dopo il passaggio al Mef delle procedure informatiche per il pagamento delle competenze fisse ed accessorie della personale della Polizia di Stato, che per quasi venti anni è stato gestito dal Cenaps, il centro elettronico nazionale della Ps.
''Gli appartenenti al ruolo tecnico ed ordinario della Polizia di Stato che hanno preso parte ai mini-corsi presso la Scuola di Nettuno -spiega una nota della Consap- mettono in guardia da ritardi ed errori che possono colpire i colleghi a partire del 1 gennaio'', perché ''la compilazione delle buste paga del personale di polizia è molto complessa: clausole stipendiali di salvaguardia, dati estremamente sensibili come la sede di servizio di chi opera sotto copertura o anche le condotte disciplinari che determinano un debito, senza parlare di straordinari ed indennità operative''.
''Una procedura decisa dal governo per il contenimento della spesa -evidenzia la Consap- di fatto rappresenterà un costo ulteriore per le casse dello Stato. Infatti saranno due strutture e non più una ad operare, ossia Cenaps (Polstato) e Noi.PA (Mef), con un aggravio di costi, compiti e di responsabilità. Inoltre la formazione del personale durante i corsi è stata parziale e priva dell’essenziale esercitazione pratica''.

''Altro elemento di primaria importanza -è l'analisi di Innocenzi- è che si sta aprendo una strada anche per gli attacchi informatici. Infatti mentre i dati Cenaps viaggiavano su rete intranet PolStato, quelli di Noi Pa viaggiano in internet e quindi più esposti all’aggressione di hacker che abbiano intenzione di destabilizzare il sistema della sicurezza''.
''Chi sta buttando all’aria venti anni di esperienza, smantellando un servizio Cenaps ormai rodato?'', si chiede la Consap, ''e perché si vuole fare una sperimentazione mettendo a rischio gli stipendi di donne ed uomini della Polizia di Stato?''.
''Occorrerebbero almeno altri sei mesi di tempo per far andare a regime il sistema -conclude Innocenzi in vista dell’incontro di domani pomeriggio con il vice capo della Polizia, Matteo Piantedosi- ma sarebbe meglio far coincidere il passaggio con quello dell’Arma dei carabinieri, che a meno di novità, avverrà soltanto nel 2016''

mercoledì 29 ottobre 2014

La Consap, unitamente ai sindacati del cartello sindacale, a chiesto un incontro urgente al Ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

DDL Legge stabilità: chiesto l’incontro al Ministro Alfano.




Signor Ministro,
desideriamo innanzitutto darLe atto del grande impegno profuso per giungere allo sblocco strutturale del tetto retributivo e dei meccanismi di progressione economica connessi alla specificità del Comparto: si è trattato, in virtù della nota “specificità”, di restituire un po’ di serenità economica ai poliziotti, sia pure nei limiti che l’attuale situazione finanziaria impone e che riusciamo a comprendere grazie al nostro consueto senso di responsabilità istituzionale.
In assoluta coerenza proprio con quel principio di specificità testè riconosciuto la nostra rivendicazione di rinnovare il contratto collettivo di lavoro e? quindi intimamente connessa con quanto avverrà per le restanti categorie di pubblici dipendenti. Per questo ci saremmo aspettati che il Governo manifestasse altrettanta coerenza con quanto operato avviando immediatamente le trattative per il rinnovo del contratto, come da decreto D’Alia, anche se solo per la parte normativa.
Potrà immaginare il nostro sgomento nel leggere il testo del disegno di legge di stabilita? che sta per essere avviato alle Camere nel quale, al contrario, con un semplice tratto di penna il datore di lavoro disdice, in maniera unilaterale, un contratto di lavoro creando un vuoto normativo che, senza alcun beneficio reale – ne? per la Sicurezza, ne? per la finanza pubblica – azzera ogni regola per ciò che attiene il nostro orario di lavoro.
Lungi da noi chiedere di non lavorare – se necessario – anche per dodici ore di seguito, sotto il sole battente o sotto la pioggia – che sia metereologica o di sanpietrini – ma non possiamo accettare che di fatto venga cancellato il principio della deroga per cui, in attesa della sottoscrizione di un nuovo Anq, che ci sarebbe già stata se lo Stato avesse rispettato le sue leggi, da domani ciò potrebbe diventare una regola.
Possiamo discutere di tutto, ma non con questo coltello alla gola dei poliziotti: nel 2009 il decreto legislativo che prevedeva la modifica degli accordi di primo e secondo livello vigenti per il restante pubblico impiego diede alle parti quattordici mesi di tempo per sottoscrivere i nuovi e, nel frattempo, i contratti restarono vigenti e vennero applicati, come peraltro era ovvio che fosse.
Tutto si può migliorare, ma la regola che si tenta di cancellare vige da ben quattordici anni senza che ci risulti abbia causato disastri, anche perché, se ciò fosse avvenuto l’Amministrazione non l’avrebbe certo rinnovata nel 2009: perché l’urgenza di intervenire proprio oggi – solo contro i poliziotti – manu militari?
Purtroppo una risposta a questa domanda ce l’abbiamo noi così come ce l’ha chi legge, ed è per questo che, avendo riscontrato la sua sensibilità ed il suo impegno, Le chiediamo di affrontare questo e tutti gli altri argomenti ad esso intimamente ed indissolubilmente connessi in un urgentissimo incontro.

sabato 25 ottobre 2014

Concorso a 361 posti per l’accesso al corso di formazione tecnico professionale nomina alla qualifica di Vice Revisore Tecnico

Concorso a 361 posti per l’accesso al corso di formazione tecnico professionale per la nomina alla qualifica di Vice Revisore Tecnico della Polizia di Stato, Decreto 13 ottobre 2014.

La Consap, con un'articolata nota a firma del Segretario Nazionale per i ruoli tecnici, Gianni Valeri ha sollecitato l'intervento del Capo della Polizia per risolvere le numerose anomalie presenti nel bando di concorso in oggetto indicato.
Nell'articolo 8, titoli ammessi a valutazione, non è presente l’attribuzione di 5 punti per “il superamento della prova selettiva in precedenti analoghi concorsi, anche per i vincitori che non abbiano partecipato al corso di formazione o si siano dimessi durante la frequenza”. Tale titolo è presente nell’ultimo concorso bandito per la nomina a Vice Sovrintendete, precisamente, Articolo 6 (titoli ammessi a valutazione), comma “g”.
Per l’ennesima volta dobbiamo rilevare che il Ruolo Tecnico della Polizia di Stato è penalizzato rispetto al corrispettivo Ruolo Ordinario.
Inoltre, nel predetto bando, sono previste le sedi di assegnazioni. Questa O.S. chiede in conformità a quale pianta organica sono state individuate le sedi e le relative vacanze.
In base a quanto sopra descritto si chiede un tempestivo intervento per sanare le discrasie segnalate ed un urgente incontro con il Direttore del Servizio Concorsi ed il Direttore del Servizio Tecnico Scientifico e Professionale.

CONSAP: CI ASPETTA ANCORA UN LUNGO CAMMINO DI LOTTA. . . ! ! !




mercoledì 22 ottobre 2014

Legge di stabilità: novità per i veicoli storici e sulle assicurazioni

da ComparaMeglio.it

Legge di stabilità: novità per i veicoli storici e sulle assicurazioni

Autovelox Legge di Stabilità
La legge di stabilità, che ancora deve essere approvata,  è stata varata recentemente dal Consiglio dei Ministri e contiene importanti novità per le assicurazioni e per lo status di auto e moto storiche.
Vediamole insieme nel dettaglio.

Autovelox per controllare le assicurazioni

Come anticipato in altri articoli precedentemente, i dispositivi elettronici di controllo delle altre infrazioni, come telecamere ZTL o Targa System,potranno rilevare la presenza o meno di una regolare copertura assicurativa per la propria auto o moto.
Il controllo dell’assicurazione da parte di questi sistemi di controllo sarà automatico, cioè senza che essi rilevino infrazioni; basterà quindi passare sotto una telecamera della zona ZTL o un Autovelox per far sì che i sistemi di controllo interroghino in automatico il database aggiornato del Ministero dei Trasporti.
La norma è contenuta nell’articolo 44, comma 27, del Decreto di Stabilità e stabilisce inoltre che “per l’accertamento della violazione dell’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità verso terzi non è necessaria la presenza degli organi di polizia stradale qualora l’accertamento avvenga mediante dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati o approvati per il funzionamento in modo completamente automatico”. In questo caso, quindi, la prova sarà la documentazione fotografica prodotta.
La norma modifica inoltre la modalità di comunicazione della scadenza della copertura assicurativa: il Ministero dei Trasporti non invierà alcuna comunicazione in merito ai proprietari di auto non coperte da regolare assicurazione, ma si limiterà a inserire sul portale dell’automobilista lo status dell’auto, sia essa assicurata o no.

Auto e moto storiche: niente bollo solo per quelle con più di trent’anni

La legge di stabilità prevede anche una stretta sulle auto e moto storiche: saranno riconosciute di interesse storico solamente quelle con un’anzianità superiore ai trent’anni; prima della riforma, che va ad abrogare i commi 2 e 3  dell’articolo 63 della Legge 342/2000, il limite minimo stabilito era venti anni.
Per capire meglio l’importanza della riforma è giusto citare due numeri: in Italia ci sono oltre 4 milioni tra auto e moto storiche che fino ad oggi pagavano esclusivamente una tassa di circolazione di 25 euro, solamente  nel caso circolassero effettivamente; dopo la riforma questi veicoli dovranno pagare una tassa di possesso maggiore e probabilmente aumenterà anche la loro assicurazione.
Il tema delle auto storiche era stato affrontato in precedenza anche da ACI, che aveva emanato un apposito elenco dove specificava quali auto fossero davvero di interesse storico e quali no.

lunedì 20 ottobre 2014

nterrogazione parlamentare sulla sicurezza poliziotti impegnati in Mare Nostrum

Interrogazione parlamentare del Vice Presidente Camera On. Di Maio sulla sicurezza poliziotti impegnati in Mare Nostrum

Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:
il sindacato autonomo di polizia CONSAP ha segnalato all'interrogante un fatto piuttosto preoccupante;
secondo ambienti vicini all'ufficio sanitario provinciale della questura di Palermo, l'attuale dirigente di detto ufficio avrebbe recentemente richiesto alla direzione centrale della sanità del dipartimento della pubblica sicurezza la fornitura di 1.000 mascherine con filtro, necessarie per evitare contagi di malattie trasmissibili per via aerea in occasione dell'accoglienza migranti;
si tratta di un numero che, alla luce della mole di attività svolta dalla polizia di Stato, sembra essere congruo per garantire a tutti gli operatori la giusta sicurezza;
tali mascherine sono previste come dispositivo di protezione individuale (DPI) dai protocolli del Ministero della difesa e dalla stessa direzione centrale della sanità;
tuttavia, sempre secondo le medesime fonti, sembra che le mascherine effettivamente inviate nel capoluogo siciliano siano state appena 200 circa a causa della mancanza di disponibilità del Ministero;
sempre tramite il sindacato CONSAP, giungono da tutto il territorio nazionale segnalazioni sulla base delle quali anche i poliziotti impegnati in attività di scorta dei migranti non siano quasi mai dotati della tuta protettiva prevista dal dispositivo di protezione individuale e dai protocolli del Ministero della difesa –:
quali siano le informazioni in possesso del Ministro interrogato in merito ai fatti enunciati in premessa; se il Ministro interrogato non ritenga di dover intervenire affinché siano rispettati i protocolli a difesa della salute dei poliziotti, fornendo la strumentazione idonea, a tutela dell'incolumità non solo delle forze di polizia, 
ma anche della cittadinanza tutta stante il rischio concreto del diffondersi di epidemie.