venerdì 28 ottobre 2016

Imminente la pubblicazione del bando di concorso per agenti di polizia:

Imminente la pubblicazione del bando di concorso per agenti di polizia: emanato il decreto di autorizzazione alla spesa.

24 OTTOBRE 2016
allievi-agenti-polizia-stato
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha comunicato alla Consap che è stato finalmente pubblicato il DPCM che autorizza alla spesa per l’assunzione di 1140 unità di cui 488 nuovi agenti della Polizia di Stato. Si tratta di una buona notizia attesa da tempo.

martedì 18 ottobre 2016

In legge stabilità finanziamento per il riordino delle carriere e 80 euro strutturati.

NEWS

In legge stabilità finanziamento per il riordino delle carriere e 80 euro strutturati.

17 OTTOBRE 2016
Grazie alla determinazione dell’azione del cartello sindacale, che attraverso il confronto e dialogo costante con il Governo e con i gruppi parlamentari moderati, come ampiamente anticipato in altri comunicati e, dopo aver gestito con successo la vertenza per lo sblocco del tetto salariale, per il 2017 viene confermato lo stanziamento aggiuntivo di 390 milioni di euro che sommati ai 147 (119+28) già disponibili, necessari per poter realizzare un progetto di riordino delle carriere e delle funzioni che soddisfi e ristori la più ampia platea possibile di personale.
A ciò si aggiunge la conferma che gli 80 euro saranno resi strutturali in busta paga a partire dal 1 gennaio 2017 con effetti anche sulla previdenza e la liquidazione che, come noto, con il sistema contributivo è indispensabile per il futuro dei poliziotti e delle famiglie, come richiesto e rivendicato dalle scriventi OO.SS. Se gli impegni del Governo verranno confermati nella fase di approvazione parlamentare della legge di stabilità, si aprono spiragli che, rispetto al passato, dimostrano un’attenzione concreta verso il mondo degli uomini e delle donne delle Forze dell’Ordine. Viene così premiata la politica sindacale del nostro Cartello che si è dimostrata determinata e corretta, non essendosi lasciata trascinare in azioni di protesta tanto strumentali quanto inutili e dannose, da parte dei soliti populisti e demagoghi che poco hanno a che fare con gli interessi della categoria, piuttosto le loro azioni appaiono finalizzate ad obiettivi assai meno nobili. I lavori e le trattative sindacali e politiche propedeutiche all'approvazione della legge di stabilità, finalmente iniziano a ridare ai Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico l’attenzione che meritano, atteso che, sono in previsione ulteriori concorsi per nuove assunzioni, necessari per lenire la grave carenza degli organici ed invertire la tendenza dell’età media eccessivamente elevata degli operatori, aspetto che inciderà anche nella mobilità interna.
Noi riteniamo che la Sicurezza non debba avere colori politici ma deve essere considerata un elemento imprescindibile per la sviluppo del Paese e per il vivere sereno dei cittadini. Contrariamente ad altri, dialoghiamo con tutte le forze politiche democratiche ma non estremiste, al fine di far conoscere a tutto il mondo politico le esigenze dei poliziotti ed i loro bisogni. Noi, sottolineiamo, non facciamo manifestazioni o proteste, quando ci sono trattative delicate in corso con il Governo, ancor più se questo, con dichiarazioni e affermazioni fatte nelle varie interlocuzioni formali ed informali, dimostra disponibilità nell'accoglimento delle nostre istanze.
Noi riteniamo che questo sia il modo giusto di far sindacato e ci siamo sempre rifiutati di fare da stampella a qualsiasi partito o esponente politico. Con la medesima ferma determinazione, ci impegneremo e faremo le nostre battaglie per cercare di far reperire più risorse possibili per il rinnovo del contratto, anche al fine di interrompere gli effetti nefasti prodotti sugli stipendi dei poliziotti dal blocco dei contratti e dal blocco del tetto salariale, solo di recente sanato da questo esecutivo, grazie al nostro concreto impegno, come a tutti noto. Così noi intendiamo fare Sindacato.

sabato 15 ottobre 2016

Riordino: prime schiarite sul tavolo

Riordino: prime schiarite sul tavolo, ma l’obiettivo ancora non può dirsi raggiunto.

13 OTTOBRE 2016
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Il 12 ottobre si è tenuto un nuovo confronto con l’Amministrazione rispetto alla delega per il riordino delle carriere. La delegazione dell’Amministrazione era guidata dal Vice Capo per il Coordinamento Prefetto Matteo PIANTEDOSI. Nel corso della riunione, è stata illustrata una nuova ipotesi basata non più sul limite di 119 milioni di euro già stanziati e disponibili ma su una disponibilità complessiva di oltre 500 milioni di euro a regime, quindi con un incremento di circa 390 milioni di euro, in linea con le richieste delle sottoscritte OO.SS., alle quali la parte pubblica ha garantito che detto incremento non andrà ad incidere sui circa 440 milioni annui attualmente utilizzati per il bonus specificità di 80 euro mensili netti.
Abbiamo innanzitutto contestato la perdurante assenza di elementi idonei a valutare quanto accadrebbe per le qualifiche dirigenziali e il ridottissimo lasso di tempo che è stato disponibile per l’analisi del testo, per cui sarà necessario acquisire le informazioni mancanti e disporre di altro tempo per esaminare compiutamente le ipotesi prospettate. Al momento, la valutazione è per forza di cose preliminare e potrebbe essere soggetta a precisazioni e puntualizzazioni.
Per ora possiamo con certezza affermare che nella bozza, così come avevamo richiesto, oltre alla previsione del diploma di scuola media superiore come titolo di studio necessario per l’accesso alla carriera di base, diversamente dai precedenti riordini, è contemplato un riconoscimento immediato per tutto il personale, attraverso la rideterminazione dei valori parametrali con benefici economici per tutte le qualifiche, dalla prima del ruolo di base a quella apicale.
Detta previsione permetterebbe, a tutti coloro che, nell’immediato o a breve termine, non potranno usufruire delle nuove procedure di avanzamento in qualifica, di avere comunque un beneficio economico.
Ulteriore elemento positivo della ipotesi illustrata è la previsione di riduzione dei tempi di permanenza che prevederebbe una carriera unificata, per anzianità, da Ag a Sov.te Capo che si sviluppa nel corso di 24 anni in luogo dei 29 attuali. Anche per quel che concerne il percorso di carriera nel ruolo degli ispettori è previsto un tempo di percorrenza di 25 anni rispetto ai 32 attuali.
La stessa ipotesi di riordino prevede, inoltre, che dopo 4 anni di permanenza nelle qualifiche apicali di ciascun ruolo, e dunque prima del raggiungimento del punto parametrale corrispondente a + 8 anni, è attribuito un ulteriore incremento retributivo per la valorizzazione della professionalità acquisita con l’anzianità.
Fin qui, quindi, accolta la nostra richiesta di maturare il massimo possibile il più presto possibile per più tempo possibile, anche in previsione degli effetti pensionistici.
Nella stessa bozza permane, tuttavia, il riferimento alla denominazione “con incarico speciale” unitamente alla previsione che agli Assistenti Capo possa essere attribuita, in modo facoltativo, dal dirigente, la qualifica di ufficiale di P.G.
Questi punti del progetto sono stati oggetto di contestazione da parte di tutte le scriventi OO.SS. che ne hanno chiesto l’espunzione.
Altri elementi inaccettabili del progetto dell’Amministrazione, sono individuabili nella mancata chiarezza sulla previsione di meccanismi di progressione di carriera atti a garantire la cosiddetta “carriera aperta dalla base”, sia nel passaggio tra Assistente Capo e Vice Sovrintendente, che nel passaggio dal ruolo dei Sovrintendenti al ruolo degli Ispettori. Invero, da questo punto di vista, le ipotesi prospettate non tengono conto del fatto che oltre il 50 per cento degli attuali sovrintendenti riveste la qualifica apicale.
Inoltre, non è sfuggita la mancanza di previsione rispetto alle specificità che debbono essere riconosciute ad alcuni corsi dei Sovrintendenti (15 – 16 e 17) così come agli ispettori ante riforma di cui all’articolo 25 della 334/2000.
In particolare, appare deprecabile che nel progetto illustrato dall’Amministrazione non si rinvengano, né nella fase transitoria né in quella a regime, soluzioni idonee a risarcire le penalizzazioni rinvenienti dalla mancata indizione dei concorsi per il Ruolo direttivo speciale, del quale è prevista una soppressione non bilanciata, come richiesto, dall’istituzione di un ruolo direttivo ordinario al quale accedere con la laurea breve, attraverso un meccanismo di alimentazione interna dal ruolo degli Ispettori.
Al riguardo, appare insufficiente la previsione di un ruolo direttivo ad esaurimento di 1300 posti per accedere al quale, anche gli Ispettori destinatari dei primi concorsi del vecchio ruolo direttivo speciale, oggi circa 2400, debbono sostenere un concorso a distanza di 15 anni, con gravi ed irreparabili danni sulla carriera.
Proprio la mancata previsione di meccanismi atti a ricollocare tutti gli Ispettori che avevano diritto per primi a partecipare ai concorsi per il ruolo direttivo speciale, frustra e pregiudica il funzionamento del cosiddetto sistema dei vasi comunicanti che la stessa Amministrazione aveva ritenuto la base di un riordino della carriere serio ed equilibrato.
Invero, proprio perché si prevede l’accesso al ruolo degli Ispettori con diploma e previo corso di formazione di tre anni, alla fine del quale si consegue la laurea breve, occorre a fortiori prevedere uno sbocco di carriera per il ruolo degli ispettori che, altrimenti, costituirebbe un tappo per la progressione in carriera di tutti gli altri ruoli Agenti, Assistenti e Sovrintendenti.
Altrettanto grave è la previsione di una dirigenzializzazione dei funzionari che esclude i commissari Capo ed è completamente reticente in ordine alla contrattualizzazione della dirigenza.
Nello stigmatizzare la quasi totale mancanza di informazioni al riguardo, si è rimarcata la necessità di comprendere la reale portata dell’intero progetto (ancora del tutto oscuro) che si vorrebbe adottare per il personale del Ruolo tecnico-scientifico e professionale, compresi gli orchestrali, per il quale, ci è stato confermato, sarà a breve predisposto un specifico incontro/confronto tra l’Amministrazione e le OO.SS..
In estrema sintesi, quindi, si è ribadita la ferma necessità di uno sforzo maggiore nella c.d. fase transitoria, che è, poi, quella che deve prevedere la più ampia riqualificazione possibile del personale oggi operante.
La riunione si è, dunque, conclusa con un aggiornamento dei lavori, attesa anche l’imminente presentazione, da parte del Governo, del disegno di legge di stabilità, dal quale si avrà una maggiore contezza sulle effettive risorse destinate per il riordino delle carriere del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.
Le Sottoscritte OO.SS. hanno ribadito la volontà di continuare il confronto sottolineando gli aspetti positivi del nuovo progetto, ma rimarcando, altresì, il fatto che, al momento, sussistono ancora troppi ostacoli da superare per raggiungere una soluzione soddisfacente e accettabile sia per le aspettative del personale che per la funzionalità dell’Amministrazione.

sabato 8 ottobre 2016

Rinnovo contratto: conferenza stampa Forza Italia per illustrazione mozione in discussione a Montecitorio.


Martedì 11 ottobre alle ore 17.30 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, la Consap parteciperà alla conferenza stampa della Consulta Sicurezza di Forza Italia nel corso della quale sarà illustrata la mozione a prima firma di Elio Vito sul rinnovo dei contratti dei comparti dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e delle forze armate che è stata calendarizzata e verrà discussa dall’assemblea di Montecitorio la prossima settimana.
Di seguito il testo della mozione 1-01346.
La Camera dei Deputati,
premesso che:
dal 2010 gli stipendi dei pubblici dipendenti non fruiscono dell’adeguamento rispetto all’aumento del costo della vita calcolato in base agli indici ISTAT; con sentenza n. 178 del 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale sopravvenuta – a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza medesima nella Gazzetta Ufficiale (29 luglio 2015), e nei termini indicati in motivazione – del regime di sospensione della contrattazione collettiva, disciplina successivamente prorogata dall’articolo 1, comma 453, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge di stabilità 2014) e dall’articolo 1, comma 254, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge di stabilità 2015); la Corte, ravvisando nelle suddette misure una violazione dell’autonomia negoziale, ha fatto notare che la previsione di misure che inibiscono la contrattazione economica tende a rendere strutturale il regime del «blocco», situazione che si pone di per sé in contrasto con il principio di libertà sindacale sancito dall’articolo 39, primo comma, della Costituzione. Infatti, l’entrata in vigore delle disposizioni della legge di stabilità per il 2015 tende a rendere strutturali le misure introdotte per effetto della legge di stabilità per il 2014 e il reiterato protrarsi della sospensione delle procedure di contrattazione economica altera la dinamica negoziale in un settore che al contratto collettivo assegna un ruolo centrale; una prolungata sospensione delle procedure negoziali e dell’ordinaria retribuzione risulta essere in contrasto con i principi di eguaglianza, di tutela del lavoro, di proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto; le misure adottate hanno, altresì, introdotto disparità di trattamento arbitrarie anche tra le varie categorie di dipendenti pubblici; come si evince dalla sentenza, il quadro normativo su cui si è fondata la declaratoria di illegittimità della Corte, riguarda disposizioni succedutesi nel tempo e finalizzate a perseguire un dichiarato obiettivo di contenimento della spesa; ad oggi, nessun contratto di lavoro è stato rinnovato, né risultano avviate trattative al riguardo, ciò determinando una situazione di evidente illegittimità nei confronti dei comparti dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e delle Forze armate, costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio; la Corte nella sentenza ha chiesto:
la rimozione dei «limiti, che si frappongono allo svolgimento delle procedure negoziali riguardanti la parte economica, sarà compito del legislatore dare nuovo impulso all’ordinaria dialettica contrattuale, scegliendo i modi e le forme che meglio ne rispecchino la natura, disgiunta da ogni vincolo di risultato»; la riapertura della contrattazione nel pubblico impiego (che interesserebbe oltre 3 milioni di lavoratori), confermando che «Il carattere essenzialmente dinamico e procedurale della contrattazione collettiva non può che essere ridefinito dal legislatore, nel rispetto dei vincoli di spesa, lasciando impregiudicati, per il periodo già trascorso, gli effetti economici derivanti dalla disciplina esaminata»; l’illegittimo mancato rinnovo dei contratti, obbligo direttamente scaturente dalla sentenza della Corte Costituzionale, ha determinato ulteriori danni ai lavoratori del pubblico impiego; la necessità di potenziare le politiche attive di sicurezza nazionale volte alla prevenzione di eventuali azioni terroristiche, anche attraverso forme di cooperazione bilaterali e multilaterali, nonché le calamità naturali che hanno interessato l’Italia dal 2009, continuano a richiedere un forte impegno non solamente in termini economici ma di risorse umane impiegate a difesa del territorio e di obiettivi sensibili e per il sostegno e l’aiuto alle popolazioni locali; anche la recente emergenza, che con un gravissimo terremoto ha coinvolto i territori dell’Italia centrale, ha evidenziato la generosità, l’abnegazione, l’altruismo e l’efficienza delle Forze armate, delle forze dell’ordine e del Corpo dei vigili del fuoco; anche in questa occasione i meritati elogi pubblici sono stati unanimi e insistiti, salvo poi, non far seguire agli elogi profusi a piene mani e giustamente da tutti fatti concreti, come un trattamento economico e contrattuale rispettoso dei diritti di queste lavoratrici e di questi lavoratori, impegna il Governo ad applicare tempestivamente quanto stabilito dalla sentenza della Corte costituzionale al fine di avviare le trattative per il rinnovo dei contratti dei comparti dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine e delle Forze armate e a prevedere le relative risorse finanziarie all’interno del disegno di legge di bilancio di prossima presentazione.
Vito, Brunetta, Secco, Palmizio, Gregorio Fontana, Centemero, Sisto, Ravetto, Calabria

Alcool e droga, nel Lazio prelievi obbligatori per capire lo stato dell’automobilista. Consap, estendere il protocollo a tutte le Regioni.

7 OTTOBRE 2016
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Da oggi nel Lazio non ci si potrà più opporre agli esami medici per rilevare l’eventuale stato di alterazione dovuto ad alcool e droga. I controlli verranno effettuati in modo coatto grazie a nuovo protocollo operativo messo in piedi dalla Regione Lazio, dalla Procura dela Repubblica e dalla Polizia Stradale.
Per rendere effettiva l’applicazione delle circostanze aggravanti anche nell’ipotesi in cui il conducente responsabile si rifiuti di essere sottoposto ad accertamenti dello stato di alterazione connesso all’uso di alcool e di sostanze stupefacenti, era necessario introdurre la possibilità di procedervi coattivamente.
Di certo appena entrata in vigore la legge sull’omicidio stradale subito si è posto il problema del diverso atteggiamento delle diverse Procure della Repubblica al fine di orientare ed uniformare l’attività di polizia giudiziaria, soprattutto per gli accertamenti coattivi, ritenendo, a volte non ammissibile il prelievo ematico coattivo.
Con la firma di questo protocollo tutto cambia e molto probabilmente tutte le altre Regioni si adegueranno perché finalmente sono stati chiariti l’iter procedurale e le modalità del prelievo, ma anche le sostanze da ricercare e i campioni biologici da custodire, disciplinando ed uniformando tutte le attività inerenti l’accompagnamento e l’accertamento coattivo dello stato di alterazione.

giovedì 6 ottobre 2016

Padova: in blocco dalla uil polizia alla Consap.


Padova: in blocco dalla uil polizia alla Consap.

6 OTTOBRE 2016
In attesa che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza diffonda finalmente la circolare relativa alla certificazione dei dati associativi delle OO.SS. della Polizia di Stato al 31.12.2015 (abbiamo certificato circa 7500 iscritti scavalcando a livello nazionale la uil polizia e il coisp), a Padova l’intera struttura provinciale della uil polizia passa in blocco nella Consap.
Una scelta importante, fatta da dirigenti sindacali esperti ed apprezzati, ma soprattutto condivisa dagli iscritti che nella quasi totalità (la struttura annoverava circa 90 iscritti) sono transitati nella nostra Organizzazione Sindacale.
Una scelta che apre scenari nuovi per la Consap nel Veneto e in tutto il nord Italia.
La nuova Segreteria Provinciale risulta così costituita: Luca Buccolieri, Segretario Generale Provinciale, Alessio Vivenzio, Segretario Provinciale Aggiunto, Vittorio Palladino, Segretario Provinciale, Ivan Russo, Segretario Provinciale.
Appena insediata la nuova struttura ha immediatamente programmato un primo importante evento : il 1° Corso di Formazione Sindacale da tenersi presso l’aula magna del 2° Reparto Mobile.
Auguri di buon lavoro da parte della Segreteria Nazionale.

Mensa obbligatoria - Buono pasto , esito incontro

..... Meglio tardi che mai ....



sabato 1 ottobre 2016

Mobilità: necessario progetto complessivo che garantisca trasparenza per tutti i ruoli.

Mobilità: necessario progetto complessivo che garantisca trasparenza per tutti i ruoli. Documento congiunto.

24 SETTEMBRE 2016
Sulla mobilita’ del personale servono regole chiare, eque e soprattutto trasparenti per tutti, dagli agenti ai dirigenti – compresi gli equiparati ruoli tecnici e professionali e, per ottenere trasparenza sulla mobilità, sono necessari organici chiari ed aggiornati. Giungere finalmente e rapidamente ad progetto unitario e condiviso che – a partire dalla chiara definizione degli organici di tutti i ruoli e di tutti gli Uffici e Reparti dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, sia quelli istituiti dopo l’emanazione del D.M. del 1989 che tutti quelli a vario titolo rientranti nel Dipartimento della pubblica sicurezza, nonché quelli “speciali” – consenta ai rappresentanti del personale di tutelarne pienamente ed efficacemente diritti ed interessi: questa è stata la forte rivendicazione consegnata ieri in apertura dell’incontro all’autorevole delegazione ministeriale, comprendente il Direttore dell’Ufficio per le relazioni sindacali Tommaso Ricciardi, il Direttore centrale per le risorse umane Massimo Mazza, il Direttore del Servizio sovrintendenti, assistenti ed agenti Giuseppe Pagano e dalla relativa II Divisione Cristina Longarzia. Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana da decenni si legge che «la mobilità esterna del personale a domanda e la mobilità interna» –  senza distinzione tra i ruoli sovrintendenti, assistenti ed agenti e tutti gli altri – sono oggetto di un’informazione preventiva che non è mai giunta: non consentiremo che continui all’infinito questo mancato rispetto delle prerogative sindacali che, ovviamente, si traduce nella lesione dei diritti e degli interessi dei poliziotti di tutti i ruoli. Ferma restando questa netta pregiudiziale abbiamo preso atto degli spunti di riflessione suggeriti dal Ministero per la sola mobilità a domanda “esterna” per i primi tre ruoli e, in attesa sia del progetto complessivo che dell’annunciata nuova bozza di circolare destinata a regolare solo quest’ultima materia, abbiamo ribadito i criteri generali cui essa dovrà necessariamente attenersi, a partire da una trasparenza assoluta che non può limitarsi ai soli criteri che portano alla stesura delle graduatorie, ma investire anche le graduatorie medesime e le vacanze degli organici di tutti gli Uffici e Reparti, comprendendo l’indicazione preventiva delle unità che verranno assegnate o trasferite presso ciascuno di essi in concomitanza di ciascuna tornata di movimenti. In apertura della riunione sono state inoltre stigmatizzate l’inopinata emissione della recentissima circolare sul congedo straordinario per trasferimento contestando – oltre al contenuto restrittivo – il fatto che si  tratta di un  istituto previsto dal CCNL la cui applicazione avrebbe dovuto pertanto formare oggetto di un confronto preventivo con i rappresentanti del personale, contestualmente richiesto con la massima urgenza, nonché l’inerzia del Ministero nel promuovere un intervento normativo sui vigenti limiti temporali alla presentazione delle domande di trasferimento, che un anno fa condividemmo sul tavolo essere anacronistici e che riprenderanno efficacia dal 20 novembre prossimo, al termine della deroga richiesta per il Giubileo proprio dall’Amministrazione.

La Segreteria Provinciale si Stringe al dolore dei famigliari del collega Nicola Scafidi

Nicola Scafidi, un ragazzo davvero speciale.

30 SETTEMBRE 2016
Un terribile incidente ha ucciso sul colpo, mentre si trovava al lavoro  sulla A4 Torino- Milano, Nicola Scafidi, capopattuglia della polizia stradale di Novara.   L’auto della Polstrada è stata travolta da un furgone. Il collega che si trovava con Scafidi, Domenico Logreco, è invece rimasto gravemente ferito. Ieri c’è stato l’ultimo saluto in caserma a Novara e oggi la salma è partita per Palermo, sua città natale, ove sabato si svolgerà il funerale. La Segreteria Provinciale Consap di Novara, al quale il collega Nicola Scafidi era iscritto, ci ha inviato un lungo messaggio di angoscia e speranza ricordando a tutti noi che Nicola ERA UN RAGAZZO DAVVERO SPECIALE. Speciale come i genitori che, nonostante l’immenso dolore, stanno affrontando con estrema dignità la grande disgrazia. La Segreteria Nazionale formula ai genitori dello sventurato collega le più sentite condoglianze.

venerdì 9 settembre 2016

Rinnovo del contratto:

Rinnovo del contratto: Innocenzi, pronti a sederci al tavolo delle trattative in presenza di risposte serie e risorse adeguate.

Lo straordinario impegno delle forze di polizia nei soccorsi post terremoto ha spinto il Governo ad accelerare le procedure per l’apertura del tavolo per il rinnovo contrattuale. Contatti informali tra Palazzo Chigi e Viminale sono stati infatti avviati da alcuni giorni per mettere a punto la piattaforma contrattuale in vista del primo incontro con le organizzazioni del personale di polizia previsto entro il mese di settembre. Da parte nostra – ha dichiarato Giorgio Innocenzi, Segretario Generale della Consap – siamo pronti a sederci al tavolo per avere dal governo risposte precise sull'utilizzo delle risorse che ci sono e per quelle che dovranno essere stanziate con la legge di stabilità. E’ di tutta evidenza – prosegue Giorgio Innocenzi - che se le risposte saranno negative e se entro settembre non si avvierà il rinnovo in maniera seria, con risorse adeguate, non escludiamo il ricorso alla mobilitazione della categoria. Non si tratta di una minaccia, dice il leader della Consap, ma di una conseguenza naturale in assenza delle risposte necessarie. Siamo un sindacato che tratta e che vuole fare accordi, ma se il Governo ritiene, dopo anni e anni di illegittimo blocco contrattuale, di chiudere la vertenza con un piatto di lenticchie siamo pronti ad incrociare le braccia e scendere in piazza.

venerdì 29 luglio 2016

Renzi: più soldi per il rinnovo del contratto. Innocenzi, un grande risultato, premiata la nostra azione.


La battaglia portata avanti dalla Consap per incrementare le scarse risorse contrattuali, culminata nella grande manifestazione del 15 ottobre scorso a Piazza Montecitorio, comincia a dare i suoi frutti. Il premier al termine del consiglio dei Ministri ha focalizzato l’attenzione soprattutto sulla pubblica amministrazione e annunciato nuove risorse per finanziare il rinnovo contrattuale nel pubblico impiego rispetto ai 300 milioni stanziati nel bilancio 2016. Renzi ha testualmente dichiarato "da sette anni i dipendenti pubblici non hanno aumenti dello stipendio, occorre riaprire la fase contrattuale. La cifra nella legge di stabilità è poco più che simbolica, siamo pronti a discutere». « Sappiamo che c’è bisogno di più soldi e siamo pronti a mettere più soldi purché sia chiaro che chi lavora nella Pubblica amministrazione deve essere premiato e chi fa il furbo va punito».Tra gli annunci del premier anche la riduzione dei corpi delle Forze di Polizia. Matteo Renzi ha annunciato che passano da 5 a 4, con l’approvazione del dlgs Forestali: « Abbiamo fatto un percorso coinvolgendo le donne e gli uomini della Forestale per portarli nell’Arma dei Carabinieri. I corpi si riducono. Da cinque si passa a quattro. L’organizzazione diventa piu’ semplice». La Consap - ha dichiarato il Segretario Generale, Giorgio Innocenzi, aspetta di ricevere al più presto la 
convocazione a Palazzo Vidoni per discutere il rinnovo contrattuale.

mercoledì 27 luglio 2016

PA: su attuazione legge Madia occorre attenzione per non stravolgere ordinamento vigente in tema autorizzatorio.


Abbiamo riscontrato che nel decreto legislativo recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 8 della legge Madia, la bozza di decreto, contrariamente a quanto rappresentato nei lavori preparatori, starebbe per essere modificata per attribuire le competenze  del CITES (Convenzione  di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) in via esclusiva all'Arma dei Carabinieri che, come noto, è la quarta Forza Armata dello Stato Italiano.Qualora tale ipotesi dovesse trovare riscontro, ci troveremmo di fronte ad una palese violazione del nostro diritto  amministrativo che, in tema di autorizzazione, delega tale potestà solo all'autorità civile nazionale, regionale, provinciale e comunale, ovvero all'autorità di pubblica sicurezza che la legge 121/81 attribuisce, in via esclusiva, alla Polizia di Stato. Di fronte ad una siffatta situazione, esprimiamo la netta contrarietà e richiamiamo l'attenzione del Governo, in particolare del Ministro Alfano e della Ministra Madia affinché il processo riformatore non significhi lo stravolgimento delle leggi vigenti e la militarizzazione della funzione di polizia.Lo affermano, in una nota, i sindacati SIULP, SIAP, SILP CGIL, UGL Polizia, UIL Polizia. e CONSAP.Il potere autorizzatorio del CITES, sottolineano i sindacati, che non solo riguarda il commercio internazionale di esemplari di fauna e di flora minacciati di estinzione, tutelati appunto ai sensi della convenzione CITES, condiziona anche lo sviluppo urbanistico dei territori in quanto, per la tutela degli alberi monumentali, ha il potere di condizionare e modificare i piani regolatori degli enti locali.Sarebbe veramente assurdo che autorizzazioni di questo tipo siano rilasciate da una forza di polizia militare, ancora più singolare se pensiamo che la stessa forza di polizia è anche la quarta Forza Armata.Per questo, concludono i sindacati, ritenendo che non ci sia la necessità di attivare manifestazioni eclatanti per attirare l'attenzione sul rischio che una siffatta soluzione potrebbe comportare, facciamo appello al Governo, e in particolare ai Ministri Alfano e Madia, affinché vigilino sull'attuazione del decreto di assorbimento della Forestale per evitare che l'attuazione del processo riformatore  non diventi la base su cui, poi, l'Arma dei Carabinieri, vedendosi riconoscere il potere autorizzatorio in tema amministrativo, possa anche rivendicare l'attribuzione di autorità di pubblica sicurezza. Giacché, una tale ipotesi, sarebbe la conferma a quello che da tempo i sindacati di polizia denunciano, ovvero la militarizzazione della funzione di polizia e della pubblica sicurezza che, in uno stato democratico, dovrebbe esser respinta in ogni modo.

lunedì 25 luglio 2016

Allarme terrorismo: doppio caricatore per i poliziotti. Consap, accolta nostra proposta.


A seguito della incessante attività della Consap mirata a ottenere per il personale della Polizia di Stato dotazioni sempre più moderne ed efficienti, siamo venuti a conoscenza che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Direzione Centrale Affari Generali,  recependo ( seppure in ritardo...) la nostra esplicita richiesta (nota del 25.11.2015 disponibile agli atti)di fornitura del secondo caricatore per la pistola d'ordinanza, al fine garantire maggiore sicurezza degli operatori e il più efficace svolgimento dei servizi istituzionali in questo particolare momento storico, ha diramato una circolare che avvia un monitoraggio delle esigenze dei singoli uffici volto a verificare la possibilità della successiva assegnazione del secondo caricatore, come dotazione di reparto con assegnazione individuale, al personale in servizio presso uffici e reparti che, per la peculiarità del servizio svolto, si trovi esposto a maggior rischio

sabato 23 luglio 2016

Abiti civili: garantire la massima possibilità di scelta.

Abiti civili: garantire la massima possibilità di scelta. Fondine: sperimentare subito anche quelle ruotanti.

Come preannunciato lo scorso 7 luglio si è svolto nella mattinata odierna il secondo degli incontri con il Dipartimento destinati ad approfondire le questioni relative all’equipaggiamento ed armamento e per oggi l’attenzione si è soffermata su due aspetti: l’individuazione delle modalità migliori per fornire abiti civili agli aventi diritto - come specificamente individuati dall’ultima circolare - e sul tipo di fondina - fissa o girevole - da abbinare al nuovo cinturone per la divisa operativa.Sul primo dei due punti la delegazione dipartimentale, guidata dai Direttori centrali per gli affari generali Filippo Dispenza e per i servizi di ragioneria Francesco Ricciardi, dal Direttore dell’ufficio per le relazioni sindacali Tommaso Ricciardi e dal Direttore dell’Ufficio per le attività contrattuali Fabrizio Izzo, si è impegnata a verificare la possibilità di erogare direttamente a ciascuno degli aventi diritto i circa cento euro destinati all’acquisto di abiti civili senza che vengano gravati dalle ritenute di Legge.L’intesa raggiunta nel merito prevede che, qualora l’Agenzia delle Entrate non dovesse ritenere ammissibile l’erogazione della somma netta a ciascun avente diritto, essa si ridurrebbe a circa la metà per effetto delle ritenute assistenziali e previdenziali, nonché dell’imposizione fiscale, si dovrebbe optare per una procedura che preveda la realizzazione di “buoni vestiario” presso il maggior numero possibile di punti vendita di abbigliamento, esattamente come avviene oggi per i ticket restaurant.  Naturalmente sarà necessario che il Dipartimento promuova la realizzazione di un circuito di esercizi che aderiscano all’iniziativa sia a livello nazionale e, avvalendosi delle Questure, anche provinciale: in tal modo ogni dipendente potrà scegliere a piacimento i capi da acquistare, avendo anche la possibilità di effettuare acquisti di importo maggiore pagando in parte con il buono ed in parte a proprie spese.A settembre ci sarà un nuovo incontro per avviare la procedura per l’anno 2017, mentre per l’anno in corso - mancando il tempo per giungere al nuovo sistema e rischiando di perdere gli stanziamenti già allocati  se non venissero spesi - verranno seguite le procedure fin qui adottate, fermo restando che si è ribadita alla delegazione ministeriale la richiesta di vigilare sulle problematiche talora riscontrate nei vari territori, sia sulla qualità dei capi forniti, sia sulla possibilità di scelta effettivamente lasciata agli interessati.Per ciò che attiene alle nuove fondine per il cinturone operativo è stata chiesta una valutazione medica del potenziale impatto sul benessere psicofisico e la stessa salute sull’operatore del controllo del territorio che dovrà indossarle, in special modo durante i servizi automontati, nonché della sicurezza d’utilizzo in generale, comparando quelle fisse con quelle ruotanti, mediante una sperimentazione da effettuarsi in tempi brevissimi esclusivamente da parte di coloro i quali dovranno in concreto utilizzare quelle dotazioni.L’accordo prevede che a breve - al termine della sperimentazione - ci sarà un nuovo incontro nel corso del quale valutarne in maniera congiunta i risultati per determinare quale tipo di nuova fondina appaltare.In conclusione si è convenuto che, oltre a quanto sopra evidenziato, dovranno essere calendarizzati altri incontri per affrontare le altre problematiche attinenti - sia per la penuria di capi della divisa, in particolare di quella operativa - sia che si tratti dell’acquisto, in futuro, di autovetture più adatte al servizio di controllo del territorio - come potrebbe essere la nuova Alfa Romeo Giulia - da ricercarsi avvalendosi del contributo degli operatori che dovranno utilizzarle e delle organizzazioni sindacali.

giovedì 21 luglio 2016

Grave sperequazione ai danni degli agenti di Pubblica Sicurezza.

La Segreteria Nazionale ha inviato una corposa missiva al Capo della Polizia in riferimento al grave rischio attentati terroristici per il nostro paese, denunciato in data 18 cm dallo stesso Ministro dell’Interno Alfano,   chiedendogli di intervenire con il Signor Ministro al fine di sollecitare l’approvazione del disegno di legge di modifica all’articolo 73 del regolamento di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, in materia di porto d’armi per gli agenti di pubblica sicurezza in servizio permanente, giacente ormai da più di un anno in parlamento. In sostanza la normativa “de quo” riguarda  la concessione del porto d'armi  (norme di cui agli articoli 42, primo comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (abrogato dall’articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110), e 73 del regolamento di cui al regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, ) la quale limita solo a determinate  categorie di persone (capo della polizia, prefetti, vice-prefetti, questori e tutti gli ufficiali di pubblica sicurezza: ovvero i funzionari della polizia di stato e gli ufficiali dei carabinieri) il riconoscimento del diritto a portare liberamente armi per la difesa personale diverse dall’arma in dotazione, escludendo migliaia di agenti di pubblica sicurezza. Non e’ più accettabile la sperequazione tra il personale che riveste la qualifica di agente di Pubblica Sicurezza che quotidianamente rischia la propria incolumità per la salvaguardia comune. 
Il Segretario Generale Nazionale Vicario Dr. SCALZO Sergio