lunedì 8 settembre 2014
domenica 7 settembre 2014
sabato 6 settembre 2014
LE FORZE DI POLIZIA VERSO LO SCIOPERO ...
Blocco rinnovi contrattuali : le forze di polizia verso lo sciopero generale. Consap, adesso basta !!!!
Sciopero generale "entro la fine di settembre", "azioni di protesta" in tutta Italia e una "capillare attività di sensibilizzazione" dei cittadini sui rischi ai quali viene esposto il settore. E' il "pacchetto" di iniziative annunciato dalla Consap unitamente a tutti sindacati delle forze dell'ordine (tranne sap) e dei vigili del fuoco e dal Cocer interforze (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di finanza) "qualora dovesse essere rinnovato il blocco del tetto delle retribuzioni". "Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica siamo costretti a dichiarare lo sciopero generale" del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, "verificata la totale chiusura del governo ad ascoltare le esigenze delle donne e degli uomini in uniforme". La mobilitazione segue l'annuncio del ministro Marianna Madia sul blocco dei salari del pubblico impiego anche per il 2015 per mancanza di risorse da destinare al rinnovo dei contratti.
PERCHÉ ABBIAMO DECISO DI SCIOPERARE
L’annuncio dello sciopero delle forze di polizia contro il blocco degli stipendi era l’unico modo per richiamare l’attenzione del governo sul tema della sicurezza che per anni è stati disatteso dai governi di destra, centro e sinistra che si sono alternati alla guida del Paese. La Consap da tempo rivendica per i poliziotti (purtroppo per troppo tempo restando inascoltata) l’esercizio regolamentato del diritto di sciopero. In tal modo Giorgio Innocenzi, Segretario Generale della Consap, replica alle parole del presidente del Consiglio, Matteo Renzi che si è detto disponibile ad un incontro, ma “non ai ricatti“. Sono anni – dichiara ancora Innocenzi - che le forze di polizia e i poliziotti subiscono tagli e mortificazioni. Siamo pronti a scioperare non per chiedere un aumento dello stipendio, ma per ottenere lo sblocco del tetto salariale, ossia il trattamento economico connesso all'anzianità maturata e alla qualifica ricoperta, che da quattro anni ci viene negato, senza recupero. Vorremmo che fosse chiaro che al mutare della qualifica corrispondono funzioni, oneri e responsabilità progressivamente maggiori e più ampie, particolarmente pregnanti dato il lavoro che svolgiamo. Il Presidente del Consiglio – prosegue Innocenzi - rispetti dunque l’impegno assunto nel Def (il Documento di economia e finanza) in cui si sostiene che si sarebbero attuati i contratti.
mercoledì 3 settembre 2014
Blog Beppe Grillo: sostegno alla battaglia Consap "per evitare il tabù del razzismo, facciamo tornare le malattie infettive in Italia"
"I triti e ritriti confronti degli italiani come popolo di migranti che deve comprendere, capire, giustificare chiunque entri in Italia, sono delle amenità tirate in ballo dai radical chic e dalla sinistra che non pagano mai il conto e da chi non vuole affrontare il problema. Quando i nostri bisnonni approdavano negli Stati Uniti, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena". Così Beppe Grillo sul suo blog in un post dal titolo "Il ritorno delle malattie infettive #tbcnograzie".
"Il 'passaparola' di ieri con l'ingresso delle malattie infettive dall'Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla", scrive Grillo. "Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, si trasmette per via aerea e le cure richiedono anni. Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi".
Qui, prosegue Grillo, "per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell'ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico sui chi arriva da chissà dove nel nostro paese".
Il Fatto Quotidiano: Grillo: “Tornano le malattie infettive”. Consap: “40 poliziotti malati di tubercolosi”
Il Fatto Quotidiano: Grillo: “Tornano le malattie infettive”. Consap: “40 poliziotti malati di tubercolosi”
“Tornano le malattie infettive. Tubercolosi no grazie”. Beppe Grillo sul blog rilancia la denuncia del sindacato di polizia Consap sul presunto contagio di 40 poliziotti mentre svolgevano il servizio di accoglienza per i clandestini. “Una storia”, dice il leader del Movimento 5 stelle, “caduta nel nulla e così come l’ingresso di malattie infettive dall’Africa. Qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura dell’ebola, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico sui chi arriva da chissà dove nel nostro Paese. I triti e ritriti confronti degli italiani come popolo di migranti che deve comprendere, capire, giustificare chiunque entri in Italia, sono delle amenità tirate in ballo dai radical chic e dalla sinistra che non pagano mai il conto e da chi non vuole affrontare il problema”. Secondo Igor Gelarda, segretario generale del Consap, alle forze di polizia mancano gli strumenti essenziali per far fronte al pericolo. “Quando i nostri bisnonni”, continua Grillo, “approdavano negli Usa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena. Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in Italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti. Vogliamo reimportarla? Reimportiamola. Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi”.
lunedì 1 settembre 2014
Poliziotti senza protezioni nei servizi di accoglienza dei migranti: il blog di Beppe Grillo intervista il segretario Consap: Igor Gelarda.
Poliziotti senza protezioni nei servizi di accoglienza dei migranti: il blog di Beppe Grillo intervista il segretario Consap Igor Gelarda.
La TBC in Italia"Questi giorni noi come sindacato di polizia Consap abbiamo lanciatouna class action contro il ministero dell’interno, che cosa è successo? Che migliaia di miei colleghi della Polizia di Stato, ma anche dei Carabinieri, delle altre forze dell’ordine, sono stati impegnati in servizi di accoglienza o gestione a vario titolo dei migranti. Inevitabilmente questi migranti vengono da luoghi dove esistono e resistono determinate malattie che qui in Italia erano completamente scomparse. E tra queste c’è la tubercolosi.
Leggevo l'altro giorno le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in Italia c’è un morto al giorno per la tubercolosi. A oggi abbiamo circa 40 poliziotti che sono risultati positivi al test di Mantoux, che è quella macchinetta che quando eravamo più puntini facevamo a scuola e fa 4 buchini, e quella fa la spia, perché se sei stato a contatto con la tubercolosi si gonfia e si irrita tutta la parte accanto. Più di 40 miei colleghi sono risultati positivi. Ora la cosa che ci sembrava strana, in televisione, ma anche dal vivo, quando vedevamo gli uomini della marina che erano sulle navi accogliere i migranti con gli occhialetti, la tuta bianca, la maschera con il filtro e i guanti, e poi vedevamo i miei colleghi inizialmente, con i guantini e con la mascherina quella del dentista.
La Class Action dei poliziotti abbandonati dallo Stato
Dopo avere protestato, perché la Consap si sta battendo fortemente per questa cosa sono iniziate a spuntare le mascherine con il filtro, che sono le uniche che ti possono dare un minimo di difesa. Attenzione, io parlo di tubercolosi, ma ci sono le malattie ancora peggiori! C’è il meningococco, c’è l’ebola, che non sappiamo in realtà come e dove poter gestire. E vi ricordo che un poliziotto infettato, oltre a patire danni personali, sta a contatto con la propria famiglia e diventa a sua volta un involontario vettore di infezione! Allora che cosa abbiamo fatto? Ci siamo messi d’accordo con la Assotutela, che difende appunto i diritti dei consumatori, in particolare l’Avvocato Cicchetti, che è molto valido. Quali sono le difesa che il ministero dice che i poliziotti dovrebbero avere? Quelli impegnati in Mare Nostrum e nella attività coi migranti? E leggiamo che nelle disposizioni c’erano le mascherine, la tutina bianca e tutto il resto, diciamo, degli apparati dispositivi in dotazione personale. La polizia non li aveva quasi mai. Per questo motivo abbiamo messo su questa class action che purtroppo ha avuto poco risalto, perché è scomoda, abbiamo fatto questa conferenza stampa e adesso stiamo raccogliendo decine di adesioni dei colleghi. Il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti e molti ci stanno contattando e vogliono i danni, perché la paura, la preoccupazione di tornare a casa con la tua bambina piccola. Sapere di essere stato in contatto con la tubercolosi, perché l’organismo per cui lavori non ti ha protetto per come doveva, sicuramente dà fastidio, da molto molto fastidio. Dopo questa class action che abbiamo fatto il 7 agosto, il ministero nel giro di due giorni ha diffuso un vademecum con delle belle slide per informare i colleghi e dire che: "No! Attenzione! Quello che ci vuole sono guantini, mascherina, occhialini e tutina" e ha fatto una circolare in cui demanda il ministero la responsabilità di questi dispositivi di protezione ai questori, cosa di per se giusta, se non fosse che il questore ha difficoltà a reperire questi strumenti, perché questi dovrebbero essere dati al sanitario provinciale della polizia, ma in tanti casi ancora non sono stati distribuiti. L’incontro con Alfano c’è stato precedentemente, abbiamo interpellato più volte il ministero e nello specifico il direttore dell’immigrazione, il dottor Pinto, che è quello che noi stiamo cercando di stimolare. Noi non siamo polli da batteria. Noi abbiamo oltre la nostra dignità personale anche la dignità professionale e le nostre famiglie che ci aspettano. Se lo Stato ci chiama noi andiamo, ma lo Stato che ci chiama ci deve dare anche gli strumenti per poter fare bene e in sicurezza il nostro lavoro.
Dopo avere protestato, perché la Consap si sta battendo fortemente per questa cosa sono iniziate a spuntare le mascherine con il filtro, che sono le uniche che ti possono dare un minimo di difesa. Attenzione, io parlo di tubercolosi, ma ci sono le malattie ancora peggiori! C’è il meningococco, c’è l’ebola, che non sappiamo in realtà come e dove poter gestire. E vi ricordo che un poliziotto infettato, oltre a patire danni personali, sta a contatto con la propria famiglia e diventa a sua volta un involontario vettore di infezione! Allora che cosa abbiamo fatto? Ci siamo messi d’accordo con la Assotutela, che difende appunto i diritti dei consumatori, in particolare l’Avvocato Cicchetti, che è molto valido. Quali sono le difesa che il ministero dice che i poliziotti dovrebbero avere? Quelli impegnati in Mare Nostrum e nella attività coi migranti? E leggiamo che nelle disposizioni c’erano le mascherine, la tutina bianca e tutto il resto, diciamo, degli apparati dispositivi in dotazione personale. La polizia non li aveva quasi mai. Per questo motivo abbiamo messo su questa class action che purtroppo ha avuto poco risalto, perché è scomoda, abbiamo fatto questa conferenza stampa e adesso stiamo raccogliendo decine di adesioni dei colleghi. Il numero di colleghi entrati in contatto con il virus sono diventati tanti e molti ci stanno contattando e vogliono i danni, perché la paura, la preoccupazione di tornare a casa con la tua bambina piccola. Sapere di essere stato in contatto con la tubercolosi, perché l’organismo per cui lavori non ti ha protetto per come doveva, sicuramente dà fastidio, da molto molto fastidio. Dopo questa class action che abbiamo fatto il 7 agosto, il ministero nel giro di due giorni ha diffuso un vademecum con delle belle slide per informare i colleghi e dire che: "No! Attenzione! Quello che ci vuole sono guantini, mascherina, occhialini e tutina" e ha fatto una circolare in cui demanda il ministero la responsabilità di questi dispositivi di protezione ai questori, cosa di per se giusta, se non fosse che il questore ha difficoltà a reperire questi strumenti, perché questi dovrebbero essere dati al sanitario provinciale della polizia, ma in tanti casi ancora non sono stati distribuiti. L’incontro con Alfano c’è stato precedentemente, abbiamo interpellato più volte il ministero e nello specifico il direttore dell’immigrazione, il dottor Pinto, che è quello che noi stiamo cercando di stimolare. Noi non siamo polli da batteria. Noi abbiamo oltre la nostra dignità personale anche la dignità professionale e le nostre famiglie che ci aspettano. Se lo Stato ci chiama noi andiamo, ma lo Stato che ci chiama ci deve dare anche gli strumenti per poter fare bene e in sicurezza il nostro lavoro.
Controlli medici sommari ai migranti
Sulla nave c’è un controllo velocissimo, e potremmo dire anche un po’ sommario, da parte di un medico, che vede se ci sono evidente tali da fare isolare questa persona, successivamente poi vengono presi in carico nei centri dove vengono svolte delle visite, ma si parla di virus, batteri, vibrioni, tutte cose che hanno fatto penare la scienza per circa 1800 anni prima di essere isolate, perché si vedono soltanto con determinati strumenti. Per cui abbiamo centinaia di casi di scabbia. Di scabbia non si muore, però beccarla è brutto: un insetto che ti scava i tunnel sotto la pelle prima di cacciarlo via ce ne vuole! In un sistema sanitario come il nostro, che già ha delle difficoltà questo sovraccarico è diventato qualche cosa di difficile da gestire e lo sarà sempre di più. L’incidenza sui migranti di malattie infettive è di circa 15 volte in più rispetto a una persona che vive in Italia: si tratta di percentuali molto alte. Sono involontari vettori, su questo non c’è dubbio, ma lo sono. Ci hanno spiegato che l’ebola ha un tempo di incubazione di circa tre settimane. Poniamo che salga sul barcone una persona che l’ha appena preso, il viaggio dura uno o due giorni, ha tutto il tempo di poter infettare le altre persone, questi arrivano in Italia, apparentemente non sembrano avere nulla, perché diciamo ancora il tempo non è passato e dopo un paio di settimane iniziano a manifestare questi sintomi.
Sulla nave c’è un controllo velocissimo, e potremmo dire anche un po’ sommario, da parte di un medico, che vede se ci sono evidente tali da fare isolare questa persona, successivamente poi vengono presi in carico nei centri dove vengono svolte delle visite, ma si parla di virus, batteri, vibrioni, tutte cose che hanno fatto penare la scienza per circa 1800 anni prima di essere isolate, perché si vedono soltanto con determinati strumenti. Per cui abbiamo centinaia di casi di scabbia. Di scabbia non si muore, però beccarla è brutto: un insetto che ti scava i tunnel sotto la pelle prima di cacciarlo via ce ne vuole! In un sistema sanitario come il nostro, che già ha delle difficoltà questo sovraccarico è diventato qualche cosa di difficile da gestire e lo sarà sempre di più. L’incidenza sui migranti di malattie infettive è di circa 15 volte in più rispetto a una persona che vive in Italia: si tratta di percentuali molto alte. Sono involontari vettori, su questo non c’è dubbio, ma lo sono. Ci hanno spiegato che l’ebola ha un tempo di incubazione di circa tre settimane. Poniamo che salga sul barcone una persona che l’ha appena preso, il viaggio dura uno o due giorni, ha tutto il tempo di poter infettare le altre persone, questi arrivano in Italia, apparentemente non sembrano avere nulla, perché diciamo ancora il tempo non è passato e dopo un paio di settimane iniziano a manifestare questi sintomi.
Il silenzio assordante dei giornali
I giornali ci hanno dato un minimo di attenzione, però in realtà abbiamo notato che nessuno ha veramente, tranne rari casi, nessuno ha voluto veramente approfondire la vicenda e era quello che invece ci avrebbe fatto piacere. Noi non siamo degli strilloni che vogliono mettere paura alle persone. Noi vogliamo spiegare quello che è la condizione lavorativa della Polizia. Questo oltre a cercare di migliorare la situazione lavorativa della polizia e renderla più efficiente, è anche un modo per accorciare quelle distanze che purtroppo a volte si creano tra il cittadino e il poliziotto. Tante cose brutte sono successe per l’errore di uno, poi pagano in tanti. Spiegare alla popolazione come lavoriamo, in quali condizioni lavoriamo, ma che comunque lavoriamo, è anche un modo per riavvicinarci a loro. In questo momento noi, come società civile, abbiamo bisogno di tutte le componenti per tornare insieme." Igor Gelarda, segretario Generale Consap
I giornali ci hanno dato un minimo di attenzione, però in realtà abbiamo notato che nessuno ha veramente, tranne rari casi, nessuno ha voluto veramente approfondire la vicenda e era quello che invece ci avrebbe fatto piacere. Noi non siamo degli strilloni che vogliono mettere paura alle persone. Noi vogliamo spiegare quello che è la condizione lavorativa della Polizia. Questo oltre a cercare di migliorare la situazione lavorativa della polizia e renderla più efficiente, è anche un modo per accorciare quelle distanze che purtroppo a volte si creano tra il cittadino e il poliziotto. Tante cose brutte sono successe per l’errore di uno, poi pagano in tanti. Spiegare alla popolazione come lavoriamo, in quali condizioni lavoriamo, ma che comunque lavoriamo, è anche un modo per riavvicinarci a loro. In questo momento noi, come società civile, abbiamo bisogno di tutte le componenti per tornare insieme." Igor Gelarda, segretario Generale Consap
sabato 30 agosto 2014
Permessi sindacali per la partecipazione a riunioni sindacali su convocazione dell'Amministrazione.
Permessi sindacali per la partecipazione a riunioni sindacali su convocazione dell'Amministrazione.
Dal 1° settembre scatta la riduzione del 50% delle prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni, fra cui permessi e distacchi. Per le Forze di polizia ad ordinamento civile e per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in sostituzione della riduzione del 50 per cento, il comma 1-bis prevede che alle riunioni sindacali indette dall'amministrazione possa partecipare un solo rappresentante per associazione sindacale.La circolare è stata trasmetta via email a tutti i segretari generali regionali e provinciali Consap.
Innocenzi, il ministro Alfano o smentisce quanto affermato dalla Lega oppure si deve dimettere.
Rifinanziamento Mare Nostrum nel decreto sugli Stadi, doppia beffa per la Polizia di Stato. Innocenzi, il ministro Alfano o smentisce quanto affermato dalla Lega oppure si deve dimettere.
Il Segretario Nazionale della Consap Giorgio Innocenzi stigmatizza con parole molto dure la scelta politica fatta con il decreto legge 119/2014, cosiddetto sulla violenza negli stadi. “Se quanto denunciato dall’On.le Molteni della Lega in questi giorni risultasse confermato, sarebbe opportuno che il Ministro Alfano si dimettesse. Oltre al rifinanziamento di Mare Nostrum con quasi 120 milioni di Euro, è scandaloso che alla Polizia per il 2014 siano toccati appena 8 milioni di euro e ai Vigili del Fuoco 2! Tutto questo suona come una doppia beffa, se pensiamo che era stato assicurato che questo decreto avrebbe finanziato lo sblocco degli automatismi stipendiali della Polizia di Stato, che dura già da alcuni anni! Si va verso una rottura con le forze di Polizia, che saranno presto costrette e a scendere per strada a protestare.
Non possono continuare a spremere le forze dell’ordine come un limone - fa eco amaro il segretario siciliano della Consap Igor Gelarda. Senza mezzi, senza prospettive di carriera, senza incentivi economici, senza tutela quando lavoriamo per strada e senza certezza della pena per il crimine che combattiamo ci sentiamo spesso trattati come polli da batteria!
Non indagate quei due poliziotti: Innocenzi, sarebbe l’ennesimo segnale negativo nei confronti di chi indossa ogni giorno la divisa.
Non indagate quei due poliziotti: Innocenzi, sarebbe l’ennesimo segnale negativo nei confronti di chi indossa ogni giorno la divisa.
La Procura di Roma non si sarebbe ancora pronunciata. Ma il rischio che i due poliziotti, intervenuti per primi domenica mattina nella villa di via Birmania vengano indagati, c’è. Potrebbe infatti accadere in queste ore. Sarebbe un paradosso tutto italiano, e di certo non una novità nel Belpaese, ma il fatto che dalle loro Berette o da una sola di esse siano partiti i colpi che hanno centrato Federico Leonelli al torace, uccidendolo, rende incerte le sorti di ispettore e autista della volante. Negli Stati Uniti i due agenti sarebbero trattati da eroi. Al di là dell’atto dovuto (la possibile iscrizione sul registro degli indagati), e dell’azione penale obbligatoria per far luce sull’omicidio, indagare i poliziotti potrebbe portare le forze dell’ordine - già disgustate dai troppi procedimenti aperti ingiustamente nei loro confronti - a non premere più il grilletto per difendere i cittadini o per legittima difesa. E agli agenti che hanno sparato, una volta sotto inchiesta, sarebbe rovinata la vita e la carriera. Il nostro auspicio – dichiara Giorgio INNOCENZI, Segretario Generale Nazionale Consap, è che la Procura, stante la dinamica dei fatti, non prenda questa assurda decisione. Sarebbe l’ennesimo segnale negativo nei confronti di chi indossa ogni giorno la divisa.
martedì 26 agosto 2014
Polizia Stradale Lucca : “Punito il sindacalista che ha segnalato alla procura il caso degli accessi del comandante”
Polizia Stradale di Lucca : “Punito il sindacalista che ha segnalato alla procura il caso degli accessi del comandante”
Il sindacato Consap aveva accusato, in un esposto, il comandante della polizia stradale di Lucca di aver ripreso un piantone che aveva annotato sul brogliaccio di servizio ingressi e uscite del dirigente, ma ora il segretario provinciale di quel sindacato che si era rivolto alla magistratura “è stato punito”. Lo si sostiene in una nota sindacale: “Questo sindacato - si legge - nella persona del Segretario Generale Provinciale Indro Marchi è intervenuto presso il dipartimento di pubblica sicurezza e la Procura di Lucca con un esposto dei fatti dettagliato da diversi incartamenti rimettendo quindi anche all’autorità giudiziaria la valutazione del caso”.
“Mentre in un clima teso - aggiunge Consap - dove alla polizia stradale di Lucca si registrano continue violazioni ai dettati normativi sul contratto di lavoro con un silenzio assenso di un Dirigente del Compartimento Polizia Stradale Toscana inerme ai solleciti sindacali rivolti, arriva la botta finale, il dirigente sindacale Marchi - sostiene Consap - è stato punito per essere entrato una sola volta in servizio pochissimi minuti dopo l’orario previsto con debita giustificazione da parte dell’interessato. La casta dirigenziale - attacca il sindacato - invece di pensare a risolvere i problemi gestionali e di garantire il rispetto delle regole per tutti agisce contro chi promuove l’equità lamentando disuguaglianze privilegi ed ingiustizie avvalendosi per l’azione disciplinare della qualifica rivestita”.
Tbc: non giochiamo con le parole sulla pelle dei poliziotti.
Tbc: non giochiamo con le parole sulla pelle dei poliziotti. Innocenzi : tavoli per raccolta adesioni alla class action contro Ministero Interno in tutta Italia.
L’atteggiamento del Dipartimento della P.S. in relazione alle ultime dichiarazioni concernenti la questione TBC e contagio operatori è fuorviante.
I vertici della Polizia stanno ricorrendo terminologica per deresponsabilizzarsi relativamente a indiscutibili colpe nella gestione della profilassi sanitaria a tutela degli operatori impegnati in Mare Nostrum, nelle operazioni di sbarco e gestione degli immigrati richiedenti asilo. I poliziotti non sono stati adeguatamente informati relativamente ai rischi sanitari e di contagio in cui sarebbero potuto incorrere e non sono stati supportati, per anni, da adeguata profilassi e strumenti di protezione. Un operatore del Gabinetto Polizia Scientifica di Ferrara è, a causa del servizio, venuto in contatto con il germe attivo della TBC ed stato sottoposto a terapia antibiotica preventiva. La malattia,infatti, ha un periodo di incubazione che può durare anche due anni e, pertanto, sostenere che tutto è a posto e che nessuno è ammalato di tubercolosi in polizia se formalmente risulta essere esatto sostanzialmente è fuorviante e falso. La TBC non si comporta come un virus intestinale che condanna il malcapitato quasi istantaneamente alla “ciambella permanente” ma ha un decorso di sviluppo lunghissimo. Sostenere che si deve stare tranquilli è scorretto e fuorviante. Il poliziotto di Ferrara svolge regolarmente attività di foto-segnalamento pertanto è stato a contatto con una moltitudine di soggetti tra cui un gruppo di immigrati sbarcati da pochi giorni nel contesto dell’operazione cd “mare nostrum” ed ospitati in alcune strutture ricettive del ferrarese.
I vertici della Polizia stanno ricorrendo terminologica per deresponsabilizzarsi relativamente a indiscutibili colpe nella gestione della profilassi sanitaria a tutela degli operatori impegnati in Mare Nostrum, nelle operazioni di sbarco e gestione degli immigrati richiedenti asilo. I poliziotti non sono stati adeguatamente informati relativamente ai rischi sanitari e di contagio in cui sarebbero potuto incorrere e non sono stati supportati, per anni, da adeguata profilassi e strumenti di protezione. Un operatore del Gabinetto Polizia Scientifica di Ferrara è, a causa del servizio, venuto in contatto con il germe attivo della TBC ed stato sottoposto a terapia antibiotica preventiva. La malattia,infatti, ha un periodo di incubazione che può durare anche due anni e, pertanto, sostenere che tutto è a posto e che nessuno è ammalato di tubercolosi in polizia se formalmente risulta essere esatto sostanzialmente è fuorviante e falso. La TBC non si comporta come un virus intestinale che condanna il malcapitato quasi istantaneamente alla “ciambella permanente” ma ha un decorso di sviluppo lunghissimo. Sostenere che si deve stare tranquilli è scorretto e fuorviante. Il poliziotto di Ferrara svolge regolarmente attività di foto-segnalamento pertanto è stato a contatto con una moltitudine di soggetti tra cui un gruppo di immigrati sbarcati da pochi giorni nel contesto dell’operazione cd “mare nostrum” ed ospitati in alcune strutture ricettive del ferrarese.
Sottoposto a mantoux nel mese di marzo era risultato negativo al test. Rifatto il test è risultato positivo pertanto avviato immediatamente al locale centro malattie infettive ed è stato sottoposto a specifica terapia. Lo specialista infettivologo ha riferito al poliziotto che per ora non ha contratto la malattia ma solamente i batteri. Il suo fisico nel 90% dei casi riuscirà a combatte i germi ma nel 10% dei casi potrà contrarre la malattia e per questo motivo è stato sottoposto a idonea terapia per sei mesi. L’agente assume ogni giorno tre dosi di antibiotico particolarmente aggressivo sul fegato e a causa di ciò i medici gli hanno preannunciato che dovrà, per certo e a più riprese, essere esonerato dal lavoro. Non può esporsi al sole in maniera prolungata
martedì 12 agosto 2014
CONSAP: Facciamo chiarezza!!
Mi giungono voci che mi chiedono se é vero che sto lasciando la Consap.
Di solito queste voci venivano messe in giro ad arte a settembre..., dove puntualmente mi bastava modificarela data e diffondere il solito comunicato di " BUONA SALUTE"...
Questa volta, visto il loro fallimento nel diffondere notizie tendeziose e non vere, hanno deciso di cambiare strategia anticipando i tempi facendo circolare la voce che : lasciavo la Consap.
Voglio rassicurare quanti in questi anni sognano la disfatta della Consap a Torino (fastidiosa come un mal di denti) , nella speranza di raccoglierne i frutti...
Ricordo a costoro che siamo.presenti nel territorio torinese da 14 anni ....
Rassereno gli iscritti che NON É MIA INTENZIONELASCIARE LA CONSAP, se non, al fatidico ed agognato giorno della PENSIONE.
Con affetto
Luciano Gramolelli
sSegretario Generale Provinciale
Voglio rassicurare quanti in questi anni sognano la disfatta della Consap a Torino (fastidiosa come un mal di denti) , nella speranza di raccoglierne i frutti...
Ricordo a costoro che siamo.presenti nel territorio torinese da 14 anni ....
Rassereno gli iscritti che NON É MIA INTENZIONELASCIARE LA CONSAP, se non, al fatidico ed agognato giorno della PENSIONE.
Con affetto
Luciano Gramolelli
sSegretario Generale Provinciale
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