venerdì 21 novembre 2014

SOMMOZZATORI E SQUADRA NAUTICA. LA CONSAP CONTRO LA CANCELLAZIONE DEI REPARTI SPECIALI

SOMMOZZATORI E SQUADRA NAUTICA: TAGLI CONFERMATI, SCATTA L'ALLARME. LA CONSAP CONTRO LA CANCELLAZIONE DEI REPARTI SPECIALI DI OLBIA E PALAU E DELLA POLFER A GOLFO ARANCI.

«Inaccettabile il piano dei tagli degli uffici di polizia proposto dal ministero dell’Interno. Una scure che non risparmia, tra i tanti reparti, anche la squadra sommozzatori di Olbia, le squadre nautiche di Olbia e Palau e il posto di polizia ferroviaria di Golfo Aranci».
La Consap lancia un altro fortissimo allarme dopo la «sconcertante proposta nuovamente formulata il 6 novembre scorso in vista di una revisione degli apparati di pubblica sicurezza su tutto territorio nazionale».
Il segretario provinciale Massimiliano Pala mette ancora l’accento sul danno enorme che subirebbe la Gallura se questi presìdi venissero cancellati. «Tutti servizi diventati, nel tempo, un riferimento unico e di vitale importanza in particolare per Olbia, considerata la presenza di porto e aeroporto. Senza dimenticare che i reparti Sommozzatori e Nautica hanno una preparazione e una capacità operativa superiori a quelle del normale operatore di polizia. Tale scelta, dunque, limita il livello di sicurezza sinora garantito dalla polizia di Stato proprio in queste specialità che, peraltro, hanno costi contenuti. Per entrambi i settori, infatti, esistono già strutture appositamente realizzate, con denaro pubblico e privato».
Per quanto riguarda il settore nautico, Pala sottolinea che «si tratta di un organico di poche unità che negli anni hanno sacrificato famiglia e affetti personali per raggiungere specializzazioni e standard operativi unici nel loro genere: fanno parte dei reparti speciali della polizia di Stato e sono in grado in intervenire in qualunque circostanza di tempo e di luogo. Non si possono dunque scaricare come se nulla fosse». Ma, secondo la Consap, non si deve lottare solo per la salvaguardia il personale. «Qui si parla della sicurezza di migliaia di cittadini. In caso di bisogno, nel futuro, si dovrà attendere l'intervento dello specialista da un'altra città, con costi enormi. Un paradosso antieconomico che non ha alcun fine logico».
La Consap ha già espresso più volte un netto no ai tagli, e ribadirà la sua posizione nella riunione programmata per mercoledì al ministero dell'Interno. «Lo ripetiamo ancora: il nostro dissenso è totale - prosegue Pala -, perché è inammissibile una riorganizzazione che va a cancellare reparti indispensabili».
Alla fine l’appello ai parlamentari e ai consiglieri regionali galluresi, ai sindaci, a tutti i politici locali affinché si mobilitino «contro la riduzione degli apparati di pubblica sicurezza. Si può fare ancora qualcosa - chiude Pala -. Si può fare in modo che il ministero riveda le sue scelte, perché la sicurezza è un investimento e non un costo per il paese».

lunedì 17 novembre 2014

ALTRO AEREO DI MIGRANTI PARTITO VUOTO CONSAP, E IO PAGO.

ALTRO AEREO DI MIGRANTI PARTITO VUOTO CONSAP, E IO PAGO.

Esattamente come successo alcuni giorni fa un aereo  che avrebbe dovuto trasportare migranti, circa 150 appena sbarcati a Pozzallo, è ripartito vuoto da Comiso- denuncia la Segreteria nazionale del sindacato di Polizia Consap. Questa volta la causa non è legata a motivi sanitari, come l’altra volta, ma ad un ritardo. Sembra infatti che la compilazione degli elenchi di questi profughi abbia impegnato più tempo del previsto, probabilmente a causa dell’alto numero dei migranti sbarcati, quasi 900  dalla stessa nave. Si tratta del secondo sbarco più numeroso di quest’anno nel ragusano. Una parte delle persone appena arrivate erano destinate a Palermo, altre a Messina e altre ancora Siracusa (al centro Umberto I). Una  parte, invece, destinati all’aeroporto di Comiso, dove con due voli charter dovevano essere trasferiti nella penisola.
Il primo charter è partito normalmente, il secondo no. Nonostante i poliziotti del reparto mobile di Catania fossero arrivati al’aeroporto di Comiso attorno alle 18.30, con i tre pullman di migranti, e l’aereo fosse ancora in pista, a causa del ritardo il velivolo non ha potuto attendere l’imbarco ed è decollato vuoto. È stato necessario attendere la sera un altro velivolo per completare il trasporto.
Ancora una volta ci chiediamo- dichiara Giorgio Innocenzi Segretario Nazionale della Consap- come è possibile che avvengano queste cose e soprattutto se questi viaggi a vuoto vengano pagati dai contribuenti. È facile addossare la responsabilità alla polizia, o ai suoi vertici locali. Mentre in realtà a Ragusa, e in Sicilia in genere, i Questori e i poliziotti stanno facendo miracoli per arginare e gestire questa problematica gigantesca. Quasi 1000 persone sbarcate solo ieri!
Tutto questo è una ragione in più di stress e malcontento per gli operatori dei reparti mobili, già provati per l’attività svolta ed esposti anche a malattie in queste operazioni di accoglienza. L'impreparazione con cui, ancora una volta, si intende gestire le attività di ordine pubblico connesse ai recenti sbarchi- incalza Igor Gelarda, dirigente Nazionale e segretario Regionale Sicilia  quale quello di oggi a Pozzallo, stride fortemente con il concetto di sicurezza con cui tali attività dovrebbero essere gestite ed espone ancora una volta il personale dei reparti mobili coinvolti in questi servizi a pericolose e stressanti condizioni operative. Se l’Europa lascia sola l’Italia con gli immigrati, come è stato più volte detto, l’Italia lascia praticamente da sole le forze dell’Ordine a gestire la parte più difficile, ossia l’accoglienza e la prima sistemazione di questa folla di disperati.

CONCORSO INTERNO PER VICE ISPETTORE. SEDI DI ESAME

SEDI DI ESAME DEL CONCORSO INTERNO PER VICE ISPETTORE.

La Consap ha appreso che la prova scritta per il concorso interno, per titoli di servizio ed esami, a 1400 posti per l'accesso alla qualifica di vice ispettori - si dovrebbe svolgere il giorno 29 gennaio 2015 con inizio alle ore 8,00 presso le seguenti sedi: Alessandria - Roma (hotel ergife) - Bari - Brescia - Catania - Cesena - Peschiera del Garda - Piacenza - Spoleto - Trieste - Vibo valentia.
Le predette sedi saranno ufficializzate e pubblicate nel bollettino ufficiale del personale del ministero dell'interno del 28 novembre 2014.

mercoledì 12 novembre 2014

CIRCOLO UFFICIALI : SPESI PIU' DI DUE MILIONI DI EURO.

CIRCOLO UFFICIALI : SPESI PIU' DI DUE MILIONI DI EURO. LETTERA APERTA AL CAPO DELLA POLIZIA.

Signor Prefetto,abbiamo appreso che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza per riqualificare e mettere a norma il Circolo Ufficiali della Polizia di Stato, ubicato a Roma in  Lungotevere Flaminio, e risistemarne le cucine ha speso più di due milioni di euro.
Un  milione ottocento mila euro (1.800.000) per la sola riqualificazione e messa a norma del Circolo, cui si devono aggiungere altri 240.000 euro circa, per la fornitura e installazione della attrezzature per la cucina del circolo!
Più di due milioni di euro  per un circolo che è fruibile ad una minima parte dei poliziotti italiani, sebbene entrambi i finanziamenti, rientrino sotto la voce Fondo Assistenza della Polizia di Stato!
Com’è noto l'iscrizione al Circolo è consentita ai soli funzionari della Polizia di Stato e dell'Amministrazione Civile ed ai loro familiari.
I funzionari della Polizia di Stato sono circa il 4% del totale dei poliziotti, sono circa 4.000 unità e più o meno un quarto di questi sta a Roma e dintorni! Ma cosa bisognava fare di così importante al Circolo, quali lavori?
Si legge tutto nel capitolato speciale di appalto, e la riqualificazione significava rifare la piscina ai bambini, la sala per giocare a carte, la sala biliardo, spostare la cucina e la sala da pranzo, creare una reception, un chiosco bar, risistemare per bene le cucine e ri-pavimentare il tutto in marmo bianco di Carrara!
Ma attenzione, badiamo bene, che nonostante la cospicua somma impegnata, non tutta la palazzina è stata ristrutturata dato che dall’appalto è escluso il secondo piano in quanto riservata ad eventi del Ministero dell’interno, e la sua risistemazione è già stata affidata con altro appalto!!!
Tale scelta non rafforza l’immagine dell’Istituzione Polizia: né nei confronti dei poliziotti, né nei riguardi dell’opinione pubblica.
Tale situazione non ci sembra nemmeno coerente con l’esigenza di sobrietà e serietà di comportamenti che il momento storico-politico in cui il Paese si trova, fermamente richiede.
E’ indispensabile che la Pubblica Amministrazione tutta e in particolare la burocrazia del Dipartimento assuma sempre più atteggiamenti coerenti alle reali aspettative.
In una fase di recessione economica, quando si assiste a chiusure di presidi sul territorio, tagli delle spese per straordinari, missioni e non si è in grado di soddisfare i giusti diritti degli operatori, non possono accadere simili fatti.
Ma quante volte abbiamo denunciato situazioni di sprechi, di sperperi, lavori iniziati e mai terminati, materiale acquistato e poi abbandonato in qualche sottoscala, di stabili, uffici periferici, caserme dichiarate inagibili, e spesso queste sollecitazioni sono state vissute come “intromissioni” e non come contributo per rendere più trasparente possibile la gestione della cosa pubblica.
Ma davvero era necessario spendere tutto questo denaro pubblico? Nessuno vuole negare il diritto ai Funzionari di polizia di svagarsi e rilassarsi, ma riteniamo che farlo in economia sia doveroso in un ottica di rispetto dei poliziotti stessi e del Paese.
Purtroppo con amarezza dobbiamo affermare che nonostante le continue assicurazioni sulla volontà di risolvere i  problemi degli operatori di polizia, la prassi ed i comportamenti sono di segno opposto.
La Consap non intende demordere, è chiaro che modulerà le iniziative in ragione delle risposte. Abbiamo sempre sostenuto l’esigenza di relazioni sindacali corrette e il tono della lettera pur deciso non può essere visto che in questa ottica.
Nella speranza di poter vedere risolti i problemi che affliggono i poliziotti, Le invio distinti saluti.

Roma, 13 ottobre 2014

                                                                 Il Segretario Generale Nazionale
                                                                            Giorgio Innocenzi

martedì 11 novembre 2014

LE LACUNE DELLA QUESTURA DI NAPOLI

LE LACUNE DELLA QUESTURA DI NAPOLI AL CORTEO SBLOCCA ITALIA.

 Illustrissimo SCapo della Polizia la CONSAP è costretta a denunciarLe le gravi e reiterate carenze organizzative e gestionali della Questura di Napoli e dell'Ufficio di Gabinetto in merito agli scontri del 7 c.m. presso la città della Scienza in Napoli, per avere ancora una volta, sottovalutato l'importanza della manifestazione da dietro una scrivania.
   lll.mo Signor Capo della Polizia, per quanto accaduto, si evidenziano gravi ed oggettive responsabilità da parte dei vertici della Questura di Napoli e di chi avrebbe dovuto fornire al responsabile del servizio di ordine pubblico, informazioni circa la manifestazione; inutile sottolineare quanto lodevole e professionale sia stato l’intervento dei nostri colleghi,ma ciò che ci ha lasciati basiti è stato l'impiego di soli 30 uomini del Reparto Mobile di Napoli, nonostante il Signor Questore di Napoli e il Signor Capo di Gabinetto avessero a loro disposizione dislocati sul territorio circa 150 uomini dello stesso Reparto in pronto impiego.
  La manifestazione contro il decreto "Sblocca Italia" ha visto 16 colleghi ricorrere alle cure dei sanitari e tre automezzi dell' Amministrazione danneggiati, ma quando ciò avviene per un discutibile servizio di ordine pubblico, tutto ciò è inaccettabile!!!
  Il Reparto Mobile di Napoli, schierato a difesa dell'ingresso della struttura,dove era prevista la partecipazione del Presidente del Consiglio (che avvisato del clima facinoroso della manifestazione ha forse preferito non presenziare ai lavori), si è trovato a fronteggiare circa un migliaio di violenti con il viso coperto e ben organizzati che ha cercato di sfondare il cordone brandendo bastoni e spranghe di ferro, lanciando bombe carta, sanpietrini e picconi che aveva recuperato da un cantiere edile attiguo
  Numerosi visitatori tra cui molti bambini e il personale dipendente della struttura, sono diventati inconsapevolmente ostaggio al centro di una guerriglia urbana.
Tutto ciò  è inaccettabile e si sarebbe potuto evitare solo se il servizio di ordine pubblico fosse stato organizzato con più attenzione!!!
  Come è noto, il clima sociale in tutto il paese è teso e rovente, pertanto la Questura di Napoli avrebbe dovuto prevedere e/o programmare un servizio adeguato, che non trasformasse un quartiere di Napoli in una campo di battaglia.
 I colleghi sono consapevoli del loro delicato compito per garantire sia la sicurezza in strada che l'ordine pubblico, ma non tollerano più di essere mandati allo sbaraglio a causa di una opaca e confusa organizzazione.
A questo punto chiediamo:
·                     di chi è la responsabilità per la mancanza di informazioni preventive???
·                     di chi è la colpa per la mancata bonifica dell'area circostante oggetto della manifestazione???
·              di chi è la responsabilità per aver prima autorizzato e di non aver poi sciolto immediatamente un corteo di natura così violenta sin dal principio?
·                      di chi è la responsabilità di non aver inviato subito i rinforzi???
·                di chi è la responsabilità per non essere intervenuto a disperdere i manifestanti facinorosi alla vista del loro ingresso nel cantiere per armarsi di pietre e picconi???
·                      di chi è la responsabilità per aver stretto i colleghi nella morsa dei facinorosi???
Tutti i fotogrammi di questa triste pagina di storia vedono ancora una volta appartenenti alla Polizia di Stato in balia di una mattanza ad opera di folli facinorosi, oggi più che mai valvola di sfogo per tutte le problematiche sociali .
 Ill.mo Sig. Capo della Polizia questa OS. CONSAP chiede un suo autorevole intervento affinché sia fatta luce sulle responsabilità di quanto accaduto al fine di assicurare, in futuro, che il personale, chiamato per la tutela dell’ordine pubblico, sia protetto attraverso un coordinamento all’altezza della situazione.           
In attesa di un lieto riscontro, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

Roma 07.11.2014                                                                 
                                                                                            Segretario Generale Nazionale Vicario
                                                                                                            Dr Sergio Scalzo
            

MIGRANTI, SCATTA LA PAURA SANITARIA AEREO RIFIUTA L'IMBARCO DA COMISO

MIGRANTI, SCATTA LA PAURA SANITARIA AEREO RIFIUTA L'IMBARCO DA COMISO

Centottanta migranti non sono stati fatti salire sull’aereo che li doveva portare da Comiso a Bologna perché il comandante del velivolo non ha ritenuto i certificati medici validi. L’episodio avvenuto nella notte fra sabato e domenca ed è stato reso noto dal sindacato di Polizia Consap. I migranti, tutti africani, erano partiti alle 4 su tre bus da Agrigento ed erano giunti a Comiso.
“Le certificazioni – dice il sindacato – rilasciate dall’ASP di Agrigento e dal C.P.A. di Pozzallo (RG) sono state ritenute non idonee, non sappiamo la ragione. Chiusi i portelloni, l’aereo austriaco se ne è ripartito vuoto da Comiso – spiega il Consap -. Dopo altre ore di estenuante attesa, alle 20.30 è stato possibile organizzare un altro volo, di un’altra compagnia che ha permesso a migranti e poliziotti di potere raggiungere finalmente Bologna, verso le 22”.
”Tutto questo è intollerabile – denuncia Igor Gelarda - dirigente nazionale e segretario regionale della Consap Sicilia. Vorremmo proprio sapere se (e ci muoveremo per far presentare una interrogazione parlamentare in merito) questo viaggio a vuoto lo stiamo comunque pagando. Spendiamo delle cifre inimmaginabili per questa vicenda dei migranti, ma è possibile che la spending rewiew non riguardi l’ambito dei migranti”.
”Ovviamente – dice il sindacato– anche da un punto di vista umano è stato avvilente sia per i poliziotti, che sono stati impegnati in un turno continuativo di 20 ore, in condizioni di stress psicofisico notevole. Anche perché dopo alcune ore la tensione dei migranti è cominciata a salire, stanchi di attendere, affamati ed assetati”

Pensioni Polizia di Stato: Tutti i requisiti per il trattamento

http://www.dipendentistatali.org/pensioni-polizia-di-stato/

Pensioni Polizia di Stato: Tutti i requisiti per il trattamento



Tempo di spending review e di tagli alla spesa pubblica, tempo di modifiche dei trattamenti pensionistici. Tra flessibilità, superprelievi e penalizzazioni per uscite anticipate, la materia sembrerebbe essere divenuta molto complessa. Ma all’interno di questi argomenti terremotati dall’attuale situazione storica, come si conforma la situazione inerente alle pensioni Polizia di Stato? Il trattamento pensionistico garantito al personale dipendente della forza di polizia che possiede la competenza sulla gestione dell’ordine pubblico nel nostro paese si configura attraverso uno schema non diverso da quello che sovrintende la struttura delle pensioni dei dipendenti pubblici in genere.
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pensioni polizia di stato
Fonte: www.ternioggi.it

Pensioni Polizia di Stato di vecchiaia: i requisiti

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Va innanzitutto citata, tra le pensioni Polizia di Stato, la pensione di vecchiaia: hanno diritto ad usufruire di questa tipologia di trattamento i dipendenti che hanno raggiunto l’età massima per la permanenza in servizio così come fissata dai singoli ordinamenti: i limiti di età sono delineati nel compimento dei 65 anni di età per i dirigenti generali, 63 per i dirigenti superiori e 60 per ciò che concerne le qualifiche inferiori. Ovviamente il requisito minimo per il diritto alla pensione di vecchiaia è costituito dal raggiungimento dei 20 anni di anzianità contributiva.
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La pensione di anzianità

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Per ciò che riguarda invece la cosiddetta pensione di anzianità ovviamente il discorso cambia: possono accedere a questa tipologia di trattamento pensionistico i dipendenti della Polizia di Statoche possiedono i seguenti requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica: 57 anni e 3 mesi di età uniti a 35 anni di anzianità contributiva, oppure 40 anni e 3 mesi di anzianità contributiva utile. In ulteriore istanza si può accedere alla pensione di anzianità, tenendo ovviamente in considerazione la specificità del rapporto di impiego e le obiettive peculiarità ed esigenze dei rispettivi settori di attività, al raggiungimento della massima anzianità contributiva fissata dagli ordinamenti di appartenenza, ovvero raggiungendo i 53 anni e 3 mesi di età e possedendo la massima anzianità contributiva prevista dall’ordinamento di appartenenza. In questo senso la legge stabilisce che la quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate a decorrere dal primo gennaio 2012 venga calcolata attraverso il sistema contributivo.
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Per quel che riguarda le pensioni Polizia di Stato di anzianità resta fermo il regime delle decorrenze previsto dalla Legge n. 122 del 2010: va qui rammentato che nel caso di accesso alla pensione con il requisito dei 40 anni di contribuzione indipendentemente dal dato dell’età anagrafica (con congruo adeguamento agli incrementi della speranza di vita a partire dal 1 gennaio 2013), occorre tenere presente che l’accesso al trattamento pensionistico subisce, rispetto ai 12 mesi di finestra mobile, un ulteriore posticipo di un mese per quanto riguarda i requisiti maturati nell’anno 2012, di due mesi per i requisiti maturati nell’anno 2013 e di tre mesi per i requisiti maturati a decorrere dal corrente anno.
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Pensioni Polizia di Stato: uno sguardo generale

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Osservando, da un angolo visuale più ampio, la materia delle pensioni Polizia di Stato, si può constatare che la gestione dei trattamenti pensionistici dei dipendenti delle Amministrazioni statali è stata affidata al Servizio Trattamento di Pensione e di Previdenza della Direzione Centrale per le Risorse Umane: quest’ultimo, oltre a svolgere attività di programmazione, indirizzo, raccordo in materia di trattamento di quiescenza e di previdenza del personale della Polizia di Stato, si occupa anche di predisporre gli atti istruttori propedeutici alla concessione del trattamento privilegiato diretto ed indiretto da parte dell’Inpdap al personale della Polizia di Stato cessato dal servizio a decorrere dal 2005. Inoltre il suddetto Servizio si occupa del contenzioso pensionistico, in particolare prendendosi cura della rappresentanza nei giudizi pensionistici di fronte al giudice unico e alle sezioni d’Appello della Corte dei Conti.
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Fonti: www.poliziadistato.it, www.forzearmate.org
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 Roberta Buscherini

lunedì 10 novembre 2014

ORARI ANOMALI SENZA IL CONSENSO DEI RAPPRESENTANTI DEI POLIZIOTTI.

ORARI ANOMALI SENZA IL CONSENSO DEI RAPPRESENTANTI DEI POLIZIOTTI. IL NOSTRO LAVORO PER IMPEDIRE QUESTO SCANDALO STA FACENDO BRECCIA.

Non appena è stato reso noto il progetto, fatto inserire nel disegno di legge di stabilità da una “manina” molto vicina al nostro ambiente Consap, Siulp, Siap, Silp/Cgil, Ugl Polizia, Coisp e Uil Polizia si sono immediatamente attivate per cercare di impedire che si portasse a compimento questo nefasto progetto che riporterebbe la Polizia di Stato indietro di 40 anni.
In queste settimane tutte le scriventi organizzazioni sindacali hanno lavorato, e stanno lavorando tuttora, per cercare di scongiurare l’attuazione di questo piano spiegando a tutti i rispettivi interlocutori, politici ed istituzionali, che se entrasse in vigore quanto previsto nel disegno di legge di stabilità in merito alla modifica della normativa sugli orari di lavoro per personale della Polizia di Statoe la possibilità per l’Amministrazione di programmare orari in deroga con un semplice preavviso, i diritti dei poliziotti verrebbero compromessi  in maniera irrimediabile.
Dai primi riscontri che stiamo avendo in questa quotidiana attività posta in essere per scongiurare la citata eventualità, sembra che i nostri sforzi comincino fare breccia nei nostri interlocutori e, quindi, possiamo dire che stanno aumentando considerevolmente le probabilità di riuscita del nostro tentativo di impedire che i diritti dei poliziotti legati al rispetto degli orari di lavoro vengano calpestati.
Consap, Siulp, Siap, Silp/Cgil, Ugl Polizia, Coisp e Uil Polizia non possono consentire che nella legge di stabilità 2015, ove sono riusciti a tutelare i poliziotti dal punto di vista economico con lo sblocco del tetto stipendiale, si preveda di delegittimarli sotto il profilo della tutela di importanti diritti, come, in questo caso, l’orario di lavoro e gli orari in deroga. 

NO A PROTOCOLLI OPERATIVI PRIVI DI CONCRETEZZA.


La riunione  tenutasi il giorno 6 u.s. al Dipartimento della P.S. tra i vertici dello stesso ed i Sindacati di Polizia, ha avuto come apertura la puntualizzazione che “la bozza di provvedimento oggettodella  discussione concernente i protocolli operativi era stato predisposto a garanzia dell’Operatore della Polizia di Stato. 
L’approfondimento, anche successivo, delle schede che compongono tale provvedimento, hanno evidenziato, invece, una presa di distanza da parte dei vertici del Dipartimento della P.S. dalle esigenze di chiarezza e tutela rivendicate dai Poliziotti e da queste OO.SS., rilevandosi invero,il citato provvedimento, come un’insieme di affermazioni apodittiche, che ribadiscono esclusivamente cosa è già previsto dal TULPS, dal codice penale e quello di procedura penale, senza alcuna indicazione su come affrontare e risolvere le criticità che quotidianamente noi Poliziotti siamo costretti ad affrontare per effetto della imponderabilità del servizio che svolgiamo.
Questa è l’amara constatazione che emerge dalla lettura della bozza delle “istruzioni operative”che sono state presentate dal Dipartimento dopo oltre un anno di lavoro. Non solo: altro aspetto  di assoluto rilievo e che vede la nostra ferma contrarietà, motivata non da una chiusura aprioristica e corporativa alle regole di rinnovata trasparenza ma all’evidente fatto che la bozza di lavoro è stata predisposta sulla base normativa del regolamento di servizio e ad integrazione dello stesso.Evidente che questo tipo di cultura denota la chiara volontà del Dipartimento di avere più strumenti per punire i poliziotti e per auto assolversi rispetto ad eventuali criticità connesse alle richieste risarcitorie avanzate all’Amministrazione in sede civile.
L’insieme delle proposte che si vogliono emettere, sembrano elaborate da chi, molto probabilmente, non ha mai effettuato un solo giorno di servizio in strada o, nella migliore delle ipotesi, lo ha fatto decenni fa per cui ragiona solo su labili ricordi lontani dalla realtà attuale. Non si possono pretendere solo ulteriori obblighi per i poliziotti, elencandoli genericamente, in maniera confusa e senza alcuna utilità per chi quotidianamente opera in ogni angolo del Paese per combattere il crimine e garantire  la sicurezza e l’ordine pubblico. La finalità esclusiva sembra quella di dover garantire l’Amministrazione qualora ci sia l’errore, e quindi l’unico che dovrà risponderne, sebbene la condotta sia stata obbligata per dovere e/o per eseguire un ordine, sarà il singolo poliziotto.
Prova ne sono le fantasticherie proposte in merito alle modalità del servizio di ordine pubblico o per l’ammanettamento di una persona che si rifiuta di essere sottoposta a tale trattamento o che va in escandescenze, essendo sotto l’effetto di alcol o droghe. L’unica indicazione proposta è quella del dialogo e del convincimento, senza alcuna soluzione pratica su come fare qualora il soggetto non vuole collaborare o non intende sottostare alla restrizione, pur ribadendo, però, l’obbligo che l’ammanettamento deve essere eseguito.
Unica nota positiva, in tutta la proposta presentata è la sperimentazione anche per le volantidelle videocamere e degli spry al peperoncino e quella per i servizi di O.P. che prevede lo stesso impiego degli spry e delle telecamere, degli idranti o schiumogeni a base urticante oltre la fascia di sicurezza per evitare lo scontro fisico con i manifestanti.
Tralasciamo ogni considerazione sulle definizioni di come si utilizzano le armi non letali quali il manganello.
Per questi motivi, anche alla luce di quanto accaduto a Brescia, Massa Carrara ed a Napoli,dove i poliziotti e gli altri Appartenenti alle Forze dell’Ordine sono stati oggetto di aggressione dei soliti professionisti del disordine poiché è stato impartito l’ordine di non reagire a qualsiasi costo e di rimanere passivamente fermi, riteniamo di dover respingere al mittente la proposta elaborata dal Dipartimento della P.S..
Manca completamente la strategia di fondo e la filosofia giusta che serve per elaborare un simile prontuario. I protocolli operativi, a giudizio delle scriventi OO.SS., possono e devono disciplinare l’organizzazione dei servizi e l’attività operativa e non solo il comportamento dei singoli Operatori che sono sottoposti già alle prescrizioni delle leggi penali ed amministrative oltre che dei regolamenti.
La bozza che è stata presentata in modo molto maldestro senza tenere conto delle esperienze sinora maturate su strada, cerca solo di delineare i comportamenti dei singoli, in aggiunta a quelli previsti dal regolamento di servizio e dalle leggi penali ed amministrative cui i poliziotti sono sottoposti nell'esercizio delle loro funzioni, ed è chiaro che viene fatto con il solo fine di “ASSOLVERE”, in caso di richiesta di risarcimento del danno o di eventuali responsabilità per le modalità con cui i servizi sono stati organizzati, la responsabilità di un’Amministrazione sempre più distante dalla base e dai problemi reali che si incontrano nella quotidianità.
Prova ne è il fatto che non viene prevista alcuna indicazione per rendere visibili i responsabili del servizio di O.P., al sol fine di deresponsabilizzare l’Amministrazione in caso di richieste di risarcimento danni, qualora gli stessi siano costretti ad ordinare la carica senza rispettare i prescritti obblighi normativi.
Per questi motivazioni, riteniamo di dover respingere la proposta presentata, che dovrà subire sostanziali modifiche.
L’impegno di queste OO.SS. sarà rivolto ad ottenere un testo, che riteniamo comunque necessario a garanzia per i cittadini ed i Poliziotti in ogni attività o frangente lavorativo; puntualizziamo che troviamo incomprensibile ed inaccettabile l’assenza di proposte normative in tema di tutela legale ed assicurativa, ma anche di rinnovamento ed impulso alla formazione costante degli Operatori di Polizia.
Non possiamo e non vogliamo consentire che gli Operatori di Polizia possano essere sovraesposti, perché equivarrebbe a calpestare il processo democratico e la sindacalizzazione del personale, quest’ultimo elemento e garanzia di trasparenza al servizio del Paese e dei cittadini, costruita grazie ai sacrifici di migliaia e migliaia di Poliziotti che hanno duramente lottato per questo.

GIU' LE MANI DALLA SICUREZZA DEI CITTADINI. NO ALLA CHIUSURA DEI PRESIDI DI POLIZIA

NO ALLA CHIUSURA SELVAGGIA DEI PRESIDI DI POLIZIA. GIU' LE MANI DALLA SICUREZZA DEI CITTADINI.


Il 6 novembre scorso, presso il Dipartimento della P.S. si è tenuta la riunione tra le scriventi OO.SS.  ed una delegazione dell’Amministrazione, guidata dal Vice Capo della Polizia con funzioni Vicarie Prefetto Alessandro MARANGONI relativamente alle attività che il Dipartimento sta ponendo in essere e che riguarda il personale o l’assetto organizzativo dell’Amministrazione.
Il Prefetto Marangoni ha presentato lo studio per la revisione dei presidi e degli uffici della Polizia di Stato su tutto il territorio nazionale in funzione del fatto che la conclamata carenza degli organici, oggi assestata a circa 95.000 unità (che, qualora dovesse permanere il blocco del turn over al 55%, è destinata alle 80.000 unità  per il 2020), sulla razionalizzazione delle risorse e dei presidi in considerazione dell’attuale disponibilità di personale e delle esigenze che si devono soddisfare.
Il progetto, rispetto a quello presentato nella prima riunione, è stato sviluppato solo attraverso la razionalizzazione dei presidi delle quattro specialità: Stradale, Ferroviaria, Postale e Frontiera.
Dall’esposizione fatta dal Prefetto Marangoni è emersa una volontà, di fatto già pervicace e preordinata dell’Amministrazione, di voler stravolgere alcuni settori delle Specialità, attraverso una chiusura selvaggia di alcuni Compartimenti e dei presidi oggi esistenti. Nel progetto, infatti si prevede che per alcuni segmenti, quali ad esempio le Squadre Nautiche, ci sarà la soppressione di tutte quelle oggi esistenti.
A precise domande circa il mantenimento delle attuali 19 Direzioni Centrali rispetto ad un organico che si dovrà assestare a circa 22.000 unità in meno, il Prefetto Marangoni rispondeva che nulla era stato ancora deciso.
Ad altra precisa richiesta circa il fatto se era ancora opportuno o meno mantenere i Compartimenti atteso che oggi sono relegati a meri uffici burocratici e per disporre ispezioni a carico dei pattuglianti, il Direttore Centrale delle Specialità rispondeva che, nell’ottica dell’integrazione di queste Specialità nell’alveo delle competenze dell’Autorità di P.S., si poteva aprire un confronto purché non vi fosse una penalizzazione per i posti di funzione e quindi per lo sviluppo delle carriere e delle aspettative del personale. 
L’esposizione da parte dell’Amministrazione si è conclusa con la comunicazione che era già stato acquisito                il parere delle Autorità provinciali di P.S., Prefetti e Questori e che la stessa, una volta concluso il confronto                con il Sindacato, pensava di dare attuazione al piano per i primi mesi del prossimo anno.
Le scriventi OO.SS., in modo unanime e fermo, pur prendendo atto della nuova filosofia di integrazione delle Specialità sotto le funzioni delle Autorità di P.S. hanno condannato tale ipotesi di chiusura selvaggia dei presidi con relativo trasferimento dei colleghi, sia per il metodo che nel merito.
Nel metodo, perché il Sindacato ha ribadito che tali operazioni sono devastanti se non concertate in un’ottica complessiva e generale con l’altra Forza di polizia a competenza generale sul piano dell’Ufficio per il Coordinamento e la pianificazione delle Forze di polizia,  in quanto abbandonano il territorio e quindi negano la sicurezza ai cittadini senza, peraltro, indicare  gli obiettivi l’architettura del nuovo modello di sicurezza che si intende realizzare. Nel merito perché la chiusura selvaggia di circa 253 uffici di polizia, senza verificare              cosa accade con le altre Forze di polizia e quale è la loro dislocazione sul territorio, di fatto indebolisce l’Autorità di P.S. provinciale abbandonando il territorio e alcune competenze alle Forze di polizia militari con il conseguente legittimo dubbio che si vuole svilire l’Autorità a favore della militarizzazione del territorio e della funzione stessa di polizia.
Attesa la complessità della materia e il forte impatto negativo che la stessa avrà sia sui poliziotti che sul diritto   alla sicurezza dei cittadini, le scriventi OO.SS. hanno richiesto un aggiornamento dell’incontro preannunciando,  da subito, la loro contrarietà a discutere una siffatta situazione senza avere tutti gli elementi circa i criteri, le modalità applicative e come riutilizzare i risparmi che deriveranno da tale intervento, affermando, con fermezza, un principio irrinunciabile per tutti i sindacati: giù le mani dalla sicurezza dei cittadini e dai diritti dei poliziotti.

venerdì 7 novembre 2014

Commissioni Mediche Ospedaliere. Problematiche

Sono state segnalate alla Consap diverse problematiche, che da alcuni anni, dopo la chiusura delle C.M.O. di Padova e Torino, si manifestano presso la CMO di Milano. A seguito della chiusura delle predette sedi C.M.O. tutto il personale della Polizia di Stato (ma anche di tutte le altre Forze di Polizia, Esercito, Aeronautica, ecc.) del nord dell’Italia deve recarsi presso la sede di Milano. Quanto sopra descritto ha prodotto un aumento notevole della mole di lavoro per il personale sanitario della sede in parola, con un grave rallentamento delle prestazioni sanitarie da eseguire. Tutto questo si ripercuote sui convalescenti (anche per gravi patologie), che all’atto della presentazione presso quella sede si vedono invitati, sovente, a ritornare il giorno successivo o addirittura dopo qualche settimana, perché i sanitari non riescono a visitare tutti i presenti. Il problema è che quel personale ammalato, per poter essere presente, come da invito alle 8,30, partendo da luoghi spesso distanti deve alzarsi la mattina molto presto o addirittura c’è personale che a proprie spese è “costretto” ad arrivare il giorno prima. Alla luce di quanto esposto (tra l'altro sono situazioni presenti in tutta Italia), vista la chiusura avvenuta in passato di diverse Commissioni, sarebbe opportuno prevedere la creazione presso le sedi infermieristiche provinciali di una sede Medico Legale riconosciuta paritaria delle C.M.O. che potrebbe essere composta da sanitari delle ASL e Medici dell’Amministrazione.In questo modo si andrebbe ad “alleggerire” la mole di lavoro delle C.M.O. e si ridurrebbero notevolmente i disagi del personale della Polizia di Stato che ha necessità di tali prestazioni sanitarie.

ISTRUZIONI OPERATIVE : INNOCENZI (CONSAP) IL NOSTRO UNICO OBIETTIVO E’ LA TUTELA DEL PERSONALE.

ISTRUZIONI OPERATIVE : INNOCENZI (CONSAP) IL NOSTRO UNICO OBIETTIVO E’ LA TUTELA DEL PERSONALE. IL RISCHIO E’ CHE CONCRETIZZI UN ULTERIORE APPESANTIMENTO OPERATIVO.

Nel corso dell’incontro svoltosi il 6 novembre scorso al Dipartimento della Pubblica Sicurezza il Vice Capo Vicario della Polizia, pref. Alessandro Marangoni ha consegnato alla CON SAP, rappresentata dal Segretario Generale Nazionale, Giorgio INNOCENZI, una copia della “bozza” contenente le Istruzioni operative per il personale della Polizia di Stato nei casi di uso legittimo della forza al fine . La bozza contiene quindici schede nelle quali vengono individuate le varie fattispecie operative dove è previsto l’uso legittimo della forza da parte del personale della Polizia di Stato. Una volta individuata l’azione, vengono fornite le indicazioni operative e le eventuali note. Il fine dichiarato è quello di dare maggiore tutela agli operatori individuando in modo univoco, chiaro e dettagliato comportamenti da osservare nelle diverse situazioni operative. La Consap si è riservata, dopo un’analisi approfondita e un doveroso confronto con il personale, di fornire le proprie valutazioni. Il provvedimento al termine delle prescritte procedure dovrà essere tramutato in DPR o, qualora non sia possibile, sarà licenziato come integrazione al vigente Regolamento di servizio.